Cultura4 racconti nella Città Eterna: una nuova opera di Barbara Aversa Pacifico

Vittorio Paolino Pasciari Vittorio Paolino Pasciari28 Agosto 202114 min

Una vita di coppia perfetta può in realtà celare l’incapacità di affrontare e superare la paura di vecchi traumi finendo per restare rinchiusi in una gabbia dorata che altro non è se non una prigione carica di amarezza. Questo e molto altro nei racconti che qui segnaliamo dalla penna di un’autrice che viene dalla Città Eterna.

Il dramma è la vita con le parti noiose tagliate

(Alfred Hitchcock)

TRAMA Roma, Rione Prati. Protagonista e voce narrante dei racconti è una giovane casalinga dal passato burrascoso che racchiude nella sua vita domestica il suo mondo perfetto. Con il ricco marito Fabio vive un rapporto incastrato alla perfezione sulle convinzioni e convenzioni che l’uno ha dell’altra e su compromessi che scivolano in un quotidiano ordinato e composto. Ma la perfezione raggiunta è solo un’illusione che, attraverso una serie di eventi culminanti in tragedia, metteranno in evidenza le fragilità di chi sceglie una comodità di facciata che reprime sentimenti e difetti, pilastri della vita vera.

“Non è nelle stelle che è conservato il nostro destino, ma in noi stessi.”

(William Shakespeare)

ANALISI Quattro racconti costituiscono i quattro capitoli di una storia scandita in una scrittura scorrevole capace di incastrare perfettamente la tranquillità superficiale che, gradatamente e improvvisamente, si incrina facendo emergere la fragilità di carattere della protagonista. In una trama che sembra strizzare l’occhio ad Hitchcock (il tragico che irrompe nella quotidianità) e Shakespeare (l’amaro risultato di scelte di comodo), la tormentata protagonista alla fine paga le conseguenze di chi crede di poter trovare la felicità in un’apparenza di comodo reprimendo sentimenti autentici, imprevisti ed imperfezioni che fanno parte della vita vera.

CENNI BIOGRAFICI L’autrice Barbara Aversa Pacifico è insegnante di un Liceo Classico romano, ballerina che ha partecipato a numerosi spettacoli di danza ed occasionalmente si diletta come modella tra le bellezze della sua amata Roma. Fin da bambina coltiva la passione per la scrittura e all’età di 16 anni ha pubblicato il suo primo racconto in un’antologia dedicata a scrittori emergenti. Con il racconto introspettivo Diario di una ragazza si aggiudica il premio letterario Subway arrivando prima in un concorso a Roma. È molto attiva come bookblogger con la sua pagina Instagram @missparklingbooks le cui recensioni di libri raccolgono migliaia di followers. Scrive da sempre, collabora presso un quotidiano del litorale romano, ha realizzato interviste per riviste dedicate ai più giovani e collabora con thrillernord.it in modo particolare con autori esordienti.

“…vittime entrambi delle nostre bugie e dei nostri invalicabili tormenti, consapevoli che le scelte che facciamo in pochi istanti restano lì a ricordarcelo ogni giorno che passa, o che non passa. Perché questo fanno le scelte: ci ricordano di loro.”

ROMA DA LEGGERE  Il trauma di una passata relazione violenta segna l’ossessiva ricerca di un rifugio in un equilibrio perfetto di facciata (Cucina). Un  primo  inaspettato e tragico evento sconvolge l’ordine familiare costituito ma solo per evidenziare nuovamente, e con cinismo, l’ossessione dell’equilibrio da mantenere nonostante le fragili fondamenta su cui poggia (Salotto). Un nuovo incontro riporta alla luce l’idea errata di perfezione forzata e può offrire alla protagonista uno spiraglio verso la vera vita, fondata su imperfezioni e imprevisti (Soppalco). La paura prende il sopravvento e riporta all’iniziale e fragile perfezione di facciata, finché un ultimo imprevisto (Terrazza) sancisce le tragiche conseguenze di scelte comode ma proprio per questo errate.

L’illusione di poter sfuggire alle paure scaturite dai traumi del passato, cercando rifugio nella gabbia d’oro di una comoda perfezione costruita, è soltanto uno dei tanti difetti che caratterizzano noi poveri esseri umani. L’imperfezione, più che un difetto, è un dono che se ben sfruttato ci permette di crescere e di trovare, dopo tanto soffrire, quello che veramente ci rende felici e che forse, mai come adesso, non coincide con quello che una società iper-consumistica nutrita di apparenza e paura considera salutare.

Chi ancora conosce e coltiva il potere terapeutico della lettura e della scrittura ha sempre la forza di andare oltre l’apparenza e soprattutto può insegnare, che sia – come in questo caso – o no un docente, come trovare la retta via accettando soprattutto i sentimenti e i difetti, veri strumenti di crescita e soddisfazione interiore. I racconti sono pubblicati sulla pagina web S&H Magazine (https://www.shmag.it/) e si consiglia di leggerli nel seguente ordine:

  1. La mia candida cucina
  2. Il mio impeccabile salotto
  3. Il mio ingombrante soppalco
  4. La mia ineccepibile terrazza

INTRIGANTE E DA SCOPRIRE.

Vittorio Paolino Pasciari

Vittorio Paolino Pasciari

Classe '86, nolano DOC. Laureato in Lettere Classiche, appassionato di cinema, letteratura e teatro.

One comment

  • Serena

    29 Agosto 2021 at 22:49

    Molto interessante. Mi ha suscitato curiosità di leggerlo.

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