A Napoli apre il Mario Talarico Museum: il primo museo napoletano dedicato all’ombrello artigianale

Via Toledo ospita l'inaugurazione di uno spazio unico in Italia

di Fabio Iuorio

Napoli torna a sorprendere grazie alla sua capacità di trasformare la tradizione in qualcosa di straordinario, di prendere un mestiere antico e farlo diventare racconto, memoria. E lo fa ancora una volta nel cuore pulsante della città, in quella via Toledo che da secoli è il salotto buono di Napoli. Venerdì 22 maggio, alle ore 11:00, apre ufficialmente il “Mario Talarico Museum – The Lord of the Umbrellas”, il primo museo napoletano interamente dedicato alla storia dell’ombrello artigianale, situato al primo piano dello storico negozio di via Toledo 329.

Un museo dedicato all’ombrello e che si sviluppa su circa 70 metri quadrati, pensati e allestiti con cura come un vero appartamento d’epoca, un salotto del passato in cui ogni angolo respira storia e ogni dettaglio è stato scelto per trasportare il visitatore in un’altra dimensione temporale. Ogni vetrina è un capitolo, ogni oggetto è un personaggio: tra gli ombrelli esposti ci sono pezzi appartenuti o direttamente legati a figure iconiche della cultura partenopea e nazionale come Totò, Eduardo De Filippo, l’intera famiglia De Filippo, Eduardo Scarpetta, nomi che da soli basterebbero a riempire un museo. Non mancano poi gli ombrelli che hanno calcato i palcoscenici del teatro e le scene del cinema italiano, tra cui quelli impiegati nel celeberrimo “Natale in casa Cupiello”, capolavoro immortale di Eduardo che ancora oggi, a distanza di decenni, continua a commuovere e a far ridere generazioni di spettatori, oggetti che non sono semplici reperti da osservare dietro un vetro, ma simboli vivi di una città che ha sempre saputo trasformare la quotidianità in arte, il gesto ordinario in qualcosa di indimenticabile.

Il progetto è nato dalla mente e soprattutto dal cuore di Mario Talarico Jr. e di sua moglie Svetlana, dopo quasi vent’anni di lavoro, raccolta appassionata, ricerca certosina e una dedizione che sa tanto di missione. Una coppia che ha creduto fermamente che questo patrimonio non dovesse restare chiuso in un cassetto o disperso chissà dove, ma dovesse essere restituito alla città, a tutti. Non a caso l’ingresso è gratuito, perché certe storie non hanno prezzo e appartengono a chiunque voglia ascoltarle.

La storia della famiglia Talarico affonda le radici nel lontano 1860 e si sviluppa attraverso cinque generazioni di artigiani che hanno mantenuto viva una tradizione fatta di materiali pregiati e lavorazioni interamente manuali: ombrelli realizzati con legni interi, con le pregiatissime sete di San Leucio e con manici naturali lavorati a mano con quella pazienza e quella precisione che il mondo moderno sembra aver quasi dimenticato.

Un sapere antico che, pur restando fedele alle proprie origini, ha saputo varcare i confini del quartiere, di Napoli, dell’Italia intera, fino a imporsi sui mercati internazionali più esclusivi. Oggi la bottega Talarico esporta in tutto il mondo ed è stata scelta, nel corso degli anni, da papi, sovrani e star di Hollywood, non male davvero per una bottega di via Toledo, nata quasi per caso in una città che allora, come oggi, aveva ben altri pensieri per la testa.

Il Mario Talarico Museum è il secondo museo dedicato all’ombrello in Italia, e nasce con un’ambizione precisa: essere un luogo vivo, aperto, capace di valorizzare il lavoro artigiano nella sua dimensione più autentica e di restituire alla città un pezzo della propria memoria collettiva. Perché Napoli è fatta anche di botteghe che resistono, di famiglie che tramandano, di mestieri che raccontano molto di più di quanto non dica la loro superficie. In un’epoca in cui tutto sembra usa e getta, in cui la serialità ha quasi cancellato il valore dell’unicità, un museo come questo ha il sapore di una piccola rivoluzione silenziosa.

All’inaugurazione del 22 maggio è attesa la partecipazione di rappresentanti istituzionali, del mondo culturale napoletano e nazionale, e dell’attrice Ornella Muti, presenza simbolica che aggiunge ulteriore fascino a una giornata già di per sé speciale. L’evento gode del patrocinio del Comune di Napoli, della Fondazione Eduardo De Filippo, della Real Casa di Borbone delle Due Sicilie e del Principe Antonio De Curtis, in arte Totò, un nome che da solo vale una storia intera. Partner dell’iniziativa sono il Gran Caffè Gambrinus, istituzione cittadina per eccellenza, Caffè Borbone, Quostro il bistrot della Fondazione Foqus e Agricola Bellaria. Un appuntamento da segnare in agenda, dunque, per chi vuole riscoprire Napoli attraverso uno sguardo insolito e profondamente autentico, lontano dai circuiti turistici più battuti e vicino all’anima vera della città. Perché a volte, per capire davvero una città come questa, basta fermarsi, guardare con attenzione e lasciare che siano le cose a parlare. E a Napoli, anche un ombrello ha molto da dire.

 

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