“Avatar – Fuoco e Cenere” è il terzo film del franchise AVATAR. Il primo film uscito nel 2009 ebbe un successo incredibile, così come nel 2022 “Avatar – La Via Dell’Acqua” ha avuto lo stesso successo. Il terzo film della fortunata serie (dura circa 3 ore e 15) si avvia ad avere la stessa popolarità ma soprattutto gli stessi incassi. Il film è diretto, co-prodotto e co-scritto da James Cameron, regista geniale. Il lungometraggio è stato inserito nella lista dei migliori dieci film dell’anno dal National Board of Review.
In occasione dell’uscita del film, Cameron ha chiarito che “non è fatto dai computer” come molti ritengono. Fin dal primo film, il processo di produzione è stato un minuzioso lavoro umano, il computer è stato solo lo strumento che l’ha accompagnato. La tecnica con cui viene girato il fim è però molto complessa, anzi sono utilizzate diverse tecniche, tra cui La “Performance Capture”: gli attori indossano una tuta con sensori e telecamere speciali che catturano i movimenti fisici ed espressioni faciali. Al computer il regista riesce a ricostruire le stesse dinamiche trasferite su personaggi non reali.
Inoltre, in Fuoco e Cenere si è aggiunta una ripresa subacquea. Le montagne fluttuanti di Pandora sono ispirate alle valli di Zhangjiajie in Cina. “Fuoco e cenere” ci riporta su Pandora per scoprire la continuazione delle avventure della famiglia Sully e delle diverse popolazioni del pianeta scoperto nel film del 2009. La famiglia Sully sta elaborando il lutto per la perdita del figlio Neteyam ucciso in battaglia. Jake e Neytiri, però, devono salvare Spider, bambino umano reso orfano dalla guerra e cresciuto con loro, tanto da considerarlo uno dei Sully. Purtroppo sul bimbo aleggia l’ombra di un padre ingombrante: il colonello Miles Quaritch. Il tentativo di salvare Spider innesca una serie di eventi.
Il film è un tripudio di luci e colori per gli occhi, ma non vanno dimenticati i temi del film: l’elaborazione del lutto, i sensi di colpa, le problematiche del rapporto genitori-figli. Da vedere.