Botti illegali di Capodanno: in tutta la Campania centinaia di sequestri

Scoperta una potenza di fuoco illegale devastante

di Redazione Zerottouno News

L’inconsapevolezza, l’immaturità o la semplice ignoranza. Tre sostantivi che, se associati ai botti di Capodanno, possono diventare letali. È proprio contro questi fattori che opera quotidianamente il nucleo artificieri del Comando Provinciale dei Carabinieri di Napoli. Un’attività di prevenzione che non si limita ai sequestri, ma passa soprattutto attraverso l’informazione e la formazione dei più giovani. In particolare, in occasione delle festività natalizie, gli artificieri hanno incontrato gli studenti – soprattutto delle scuole medie – di tutto il territorio partenopeo, con l’obiettivo di favorire una reale “presa di coscienza” sui rischi connessi all’uso degli artifizi pirotecnici.

Accanto alla prevenzione, restano significativi anche i numeri della repressione. Dall’inizio dell’anno ad oggi, gli artificieri del Comando Provinciale di Napoli hanno distrutto 44 chili di esplosivo, oltre a 3 granate da guerra e 2 bombe a mano, sequestrati in tutta Napoli e provincia. Un quantitativo impressionante che comprende cipolle, cobra, bombe Sinner, palloni di Maradona e altro materiale pirotecnico illegale. Una massa esplosiva la cui capacità distruttiva è paragonabile a quella di una bomba d’aereo, e che non tiene ancora conto dei sequestri effettuati nelle settimane immediatamente precedenti al Capodanno.

Caso curioso a Pollena Trocchia, dove i carabinieri hanno trovato dei botti addirittura in un negozio di ortofrutta. La scoperta dei Carabinieri di Cercola durante una perquisizione: i militari hanno rinvenuto 630 candelotti di Cobra, per un peso complessivo di 29 chili circa. Nel locale anche 11 bengala illegali, non omologati. Il titolare del negozio, 21enne di Pollena Trocchia, è stati arrestato ed è ora ai domiciliari, in attesa di giudizio. I fuochi sono stati sequestrati e neutralizzati da carabinieri artificieri del comando provinciale di Napoli.

Controlli e sequestri in tutta la Campania. Ad Avellino, in particolare, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza
ha intensificato l’attività di contrasto agli illeciti in materia di detenzione e vendita di fuochi d’artificio, nonché alla contraffazione, all’abusivismo commerciale organizzato e in materia di commercializzazione di prodotti non sicuri, sfociata in diversi servizi volti alla tutela della sicurezza e della salute dei consumatori, i Militari dei dipendenti Reparti territoriali, sin dagli inizi del corrente mese, hanno sottoposto a sequestro, presso diverse attività commerciali del territorio provinciale, oltre 15.000 artifizi pirotecnici, detenuti in violazione alla normativa in materia di autorizzazioni per la sicura e corretta detenzione, denunciando alla competente Autorità Giudiziaria 2 responsabili per violazione all’art. 678 del Codice Penale.

Sono stati, altresì sequestrati, oltre 18.000 tra articoli natalizi, elettrici e cosmetici, non conformi alle vigenti disposizioni normative in materia di sicurezza, con conseguente segnalazione di 2 soggetti alla locale CCIAA. Le operazioni costituiscono un’ulteriore testimonianza del costante presidio di legalità esercitato dalla Guardia di Finanza, in esecuzione di specifiche direttive impartite anche dal Prefetto di Avellino in sede di Comitato Provinciale per l’ordine e la Sicurezza Pubblica, per la prevenzione e la repressione dei reati in materia di produzione, trasporto, detenzione e commercializzazione di materiale esplodente, quali concrete azioni a tutela sia della sicurezza e incolumità fisica dei cittadini/consumatori sia delle imprese rispettose delle stringenti norme di settore. Le attività di servizio confermano il costante impegno profuso dal Corpo a contrasto della diffusione di prodotti non conformi rispetto agli standard di sicurezza, contribuendo a garantire una protezione efficace dei consumatori ed un mercato competitivo nel quale gli operatori economici onesti possano beneficiare di condizioni di sana concorrenza.

Ancora, a Benevento i finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza hanno scoperto un piccolo arsenale di fuochi d’artificio altamente pericolosi. Anche in questa zona le Fiamme Gialle hanno intensificato l’azione di contrasto alla produzione e commercializzazione di prodotti pirotecnici illeciti. In particolare, nell’ambito della costante attività info-investigativa, i militari della Sezione Mobile del Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria, hanno rinvenuto all’interno di un garage di un’abitazione privata, sita in una provincia del beneventano, un’importante quantitativo di artifizi pirotecnici, realizzati artigianalmente e dotati di elevato effetto distruttivo, per un complessivo di oltre 3.500 articoli illegalmente detenuti. La detenzione di tale quantitativo, necessita per legge di apposita licenza rilasciata dall’Autorità competente e l’adozione di specifiche misure di sicurezza, al fine di ridurre la pericolosità dell’esplosivo. L’operazione ha portato al sequestro di tutto il materiale pirotecnico rinvenuto e nei confronti del responsabile, su parere concorde del PM, è stata applicata la misura degli arresti domiciliari. Anche questa operazione si inserisce nel più ampio dispositivo della Guardia di Finanza di Benevento anche su indicazione della Prefettura di Benevento per contrastare i traffici illeciti e salvaguardare la sicurezza dei cittadini, soprattutto in un periodo critico come quello delle festività natalizie.

Tornando alla prevenzione, durante gli incontri a scuola, i carabinieri artificieri non si sono limitati solo a demonizzare i botti illegali, spesso assimilabili a veri e propri IED (Improvised Explosive Devices) perché prodotti senza alcun controllo, in ambienti non idonei e da persone prive di competenze e formazione. Grande attenzione viene posta anche sul corretto acquisto e utilizzo degli artifizi legali, che – se usati impropriamente – possono comunque causare gravi incidenti. Per rendere più incisivo il messaggio, gli artificieri scelgono spesso un approccio diretto, mostrando immagini reali, facilmente reperibili anche sul web, delle ferite causate dall’uso scorretto o inconsapevole dei botti. Il mantra resta sempre lo stesso: “Mai raccogliere petardi inesplosi” e non sottovalutare mai alcun tipo di fuoco d’artificio.

Tra gli artifizi che destano maggiore attenzione vi sono i petardi a sfregamento. Non tutti sono illegali: molti di essi sono regolarmente autorizzati, poiché realizzati con tecniche di costruzione complesse e controllate. Tuttavia, quando sono illegali, risultano tra i più pericolosi in assoluto. Proprio per questo motivo questa tecnica di assemblaggio è progressivamente in fase di abbandono, a favore dei dispositivi attivati tramite miccia. Il petardo a sfregamento si presenta come un tubicino di cartone alla cui estremità c’è la testa da sfregare. Nel cartoncino – sotto la testa a fiammifero – è presente un cilindro in gesso al cui interno è conservata una miccia a lenta combustione che arriva direttamente alla base del petardo dove è presente la polvere esplodente.

In alcuni casi, l’errore nell’assemblaggio dell’ordigno o la sua preparazione in ambienti inadeguati possono sporcare il cilindro in gesso con tracce di polvere da sparo anticipando la “catena” dell’esplosione. In questi casi la fiamma generata dallo sfregamento agirebbe direttamente sulla polvere alla base del petardo, bypassando la miccia ed esplodendo immediatamente. In sostanza il botto esplode prima del lancio, nella mano di chi l’ha acceso.

L’emergenza più significativa, al momento, riguarda però i petardi cilindrici di medie dimensioni – comunemente noti come magnum, cobra e simili – attivati a mezzo miccia. In questo caso si registra una diffusa produzione illegale, spesso basata sulla contraffazione di marchi e modelli di articoli pirotecnici legali e autorizzati. Prodotti che, pur apparendo regolari, nascondono un potenziale altamente distruttivo.

Un aspetto su cui gli artificieri insistono particolarmente nelle scuole è il rispetto della normativa vigente: gli artifizi pirotecnici legali possono essere acquistati solo da soggetti di età pari o superiore ai 14 anni per quelli di categoria F1 (i più “innocui”) e 18 anni per quelli di categoria F2. Inoltre, le modalità di utilizzo sono chiaramente indicate sulle etichette e devono essere rigorosamente rispettate. Molti incidenti, infatti, avvengono proprio a causa di un’attivazione errata o dell’uso in ambienti diversi da quelli prescritti.

Accanto alla prevenzione, restano significativi quindi anche i numeri della repressione. Numeri che confermano come l’informazione, soprattutto tra i più giovani, resti l’arma più efficace per prevenire tragedie annunciate.

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