Capua: “l’altera Roma”

Una bellezza della provincia casertana e di tutta la Campania

di Nunzia Napolitano

A pochi chilometri da Caserta, in direzione di Roma e percorrendo la moderna via Appia, si raggiunge una cittadina che dal 1862 è stata ribattezzata Santa Maria Capua Vetere e che corrisponde alla Capua antica. È lì che Nicia è andata a fare una passeggiata anche se la giornata prometteva freddo e pioggia. Capua è interamente attraversata dalla via Appia, la “regina viarum” che da Roma arrivava fino a Brindisi (312 a. C). “Viandanti, commercianti, schiavi e personaggi illustri che hanno fatto la storia di Roma hanno percorso questa strada fermandosi in questa ricca città“: questo è stato il primo pensiero di Nicia appena ha messo piede a Capua.

Capua, già capitale di un principato autonomo in età longobarda e normanna, fu per secoli la principale città del regno di Napoli e, dopo la capitale, la “chiave del Regno”, la piazzaforte militare per eccellenza, baluardo difensivo (anche simbolicamente) opposto allo Stato della Chiesa. Dopo Napoli, Capua fu il centro urbano che maggiormente attirò l’attenzione di pittori, architetti, storici e viaggiatori, prima della scoperta degli attrattori del Grand Tour (Ercolano, Pompei, Paestum) e del conseguente declino.

Per questo le raffigurazioni storiche realizzate a scala urbana, sia planimetriche, ma anche prospettiche e figurative, sono numerose e varie come per nessun altro centro urbano del Regno di Napoli. Camminando per le strade cittadine per arrivare al Museo Campano, Nicia nota però una certa decadenza urbana del centro: case diroccate, strade sporche, mura imbrattate da scritte di teppistelli che offrivano sul centro storico uno sguardo su un luogo  isolato e senza un’anima viva. Insomma, una rilevanza ora apparentemente marginale, quasi come a dimostrazione della definitiva perdita di ruolo della città nel panorama regionale. E, come volevasi purtroppo dimostrare, il Museo Campano era chiuso e non c’era nessuno a cui chiedere informazioni.

Nicia prosegue quindi a piedi ancora un po’ pensando che Capua è una città storica, che ha migliaia di anni di vita e che in ogni caso è ancora una delle città più belle d’Italia. Una realtà che accoglie il cittadino e il visitatore con le cupole delle sue chiese, con la cerchia dei suoi bastioni, con il suo grande fossato verde e l’ampia ansa del fiume Volturno, con i suoi giardini, i suoi monumenti, le sue fontane.

Storicamente Capua, secondo Cicerone, nel I secolo A.C, tra le città italiche, fu seconda solo a Roma. Egli la definì, infatti, altera Roma” (“seconda Roma”) e, proprio come Roma, aveva un proprio Senato da cui l’acronimo S.P.Q.C. (Senatus Populusque Capuanum) ancora impresso sulla facciata del palazzo municipale, antica sede della Corte di Giustizia.

Tra gli edifici storici medievali e resti del periodo romano, c’è il Ponte Romano. Fatto costruire da Federico ll nel 1234, fu la principale porta d’ingresso della città, chiamata Porta Romana. Questa porta è stata ispirata ai tipici Archi di trionfo Imperiali Romani.

Nicia, in conclusione, arriva nel cuore del centro storico della città. Qui trova il Duomo, chiuso, chiamato Cattedrale dei Santi Stefano e Agata. Oggi è dedicata a Santa Maria Assunta. La fondazione risale all’856 e nel corso dei secoli è stata ricostruita più volte. All’interno c’è il Museo Diocesano dove vi sono conservate opere pittoriche e scultoree che provengono da varie chiese cittadine. Qui si conclude il viaggio in una delle perle della Campania.

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