Casoria: litigano per un caricabatterie lanciandosi delle tegole, arrestati tre fratelli

Uno dei tre era anche armato di coltello

di Redazione Zerottouno News

Ogni giorno i carabinieri sono testimoni di eventi assurdi che raccontano di persone arrestate per questioni banalissime. Porte di celle spalancate per comportamenti evitabili, discutibili e frutto di princìpi spesso incomprensibili. Dal tabaccaio che fugge col gratta e vinci milionario di un’anziana al 35enne che incendia l’auto dello zio per 10 euro. Dal detenuto ai domiciliari che, in diretta su Tik Tok, si filma mentre passeggia in strada al 34enne che si fa largo nel traffico trasmettendo il suono della sirena da una cassa bluetooth. Storie che sembrano fuori da ogni logica (e in effetti lo sono…) ma che popolano le cronache quotidiane.

Questa volta siamo a Casoria. O meglio, siamo ancora una volta a Casoria. Perché la cittadina a nord di Napoli ci ha già regalato una lite degna di una commedia. Nell’ottobre del 2024, la “proprietà” di alcune damigiane di vino provocò 5 feriti e 2 arresti per tentato omicidio. Oggi le manette sono scattate ai polsi di 3 fratelli e il motivo del contendere è stato un caricabatterie. È pomeriggio quando i carabinieri della sezione radiomobile di Casoria intervengono in via Martiri D’Otranto. Un uomo è su una tettoia e sta lanciando alcune tegole contro altri due. Sono fratelli. Uno di quelli che sta evitando i cocci impugna un coltello. Ma cosa è accaduto per dare vita a questa scena?

La madre dei tre presta un caricabatterie per cellulari a uno dei figli. Nel momento in cui ne chiede la restituzione, il figlio immagina che il dispositivo sarebbe stato consegnato a un altro fratello con cui è in contrasto. Così reagisce male e lo spacca. Poi insegue la donna fino a casa, la strattona, la insulta e distrugge un microonde, una macchinetta per il caffè e alcuni soprammobili.

Gli altri figli vengono informati e raggiungono l’abitazione della madre. Lì scoppia una rissa, poi degenerata nel lancio di tegole e nella “mano armata” raccontati poco fa. Sono finiti tutti in caserma e poi ai domiciliari.

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