CIA Agricoltori al Tavolo del Vino a Palazzo Chigi: “Ecco le nostre priorità”

Al centro la discussione sulla crisi del comparto vitivinicolo

di Redazione Zerottouno News

Promozione, educazione al consumo consapevole e misure strutturali urgenti. Sono queste le priorità indicate da Cia-Agricoltori Italiani al Tavolo del Vino a Palazzo Chigi, convocato per affrontare la difficile fase che sta attraversando il settore vitivinicolo, simbolo del Made in Italy agroalimentare. Il comparto è minacciato da nuovi dazi internazionali, calo dei consumi , soprattutto tra i giovani, e costi produttivi in costante aumento. A ciò si aggiungono campagne comunicative a livello europeo che mettono sotto accusa il vino, senza distinguere tra consumo moderato e abuso, generando disinformazione e allarme tra i produttori.

La Confederazione Italiana Agricoltori chiede, quindi, indennizzi per le perdite subite, sgravi fiscali, accesso agevolato al credito, oltre a una strategia di promozione e formazione al consumo responsabile, sia nei mercati maturi che in quelli emergenti. Indispensabile, inoltre, una gestione della produzione basata sull’analisi reale della domanda di mercato.

“Il comparto vitivinicolo in Campania è molto più di un segmento produttivo: è una leva strategica per l’intera economia regionale, un presidio fondamentale per le aree interne, e uno dei pilastri della nostra identità culturale e territoriale – sottolinea il Commissario della CIA Campania, Carmine Fusco – Dai vitigni storici come l’Aglianico, la Falanghina, il Fiano o il Greco di Tufo, nascono vini che raccontano la storia di intere comunità e che portano il nome della Campania nel Mondo. Le nostre aziende vitivinicole rappresentano un patrimonio di saperi, di tradizioni ed innovazione, spesso a conduzione familiare, che operano in condizioni difficili ma con grande determinazione e professionalità. In un momento così delicato, ritengo serva un segnale forte e concreto da parte delle istituzioni, le Aziende, i produttori vanno sostenuti con misure fiscali, incentivi agli investimenti, accesso semplificato al credito e, soprattutto, con politiche di valorizzazione reale del prodotto. Il vino campano non è solo economia, ma è cultura, paesaggio, attrattività turistica, è una delle ricette per salvare le aree interne  Ogni bottiglia è  ambasciatrice del nostro territorio”.

“Per questo dobbiamo proteggerlo dai rischi della disinformazione e dalle distorsioni di mercato, con una visione strategica che ne riconosca appieno il valore. Difendere il vino – conclude Carmine Fusco – significa difendere un pezzo essenziale della nostra identità e del futuro agricolo della Campania”.

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