In sala dal 30 ottobre, per la regia di Paolo Virzì, il film “Cinque secondi” racconta la storia di un padre distrutto dal dolore, che vive in modo trascurato e scontroso nella campagna toscana, evitando in ogni modo di incontrare chiunque. Succede però che una mattina in questa campagna desolata arriva una vivace banda di giovani guidata dalla contessina Matilde (Galatea Bellugi), che tenta di ripristinare le vigne appartenute ad una nobile famiglia toscana caduta in disgrazia. Gli schiamazzi dei ragazzi e la loro vivacità disturbano immediatamente il misantropo Adriano (Valerio Mastandrea), che nel corso del film scopriremo essere un borghese, un avvocato di successo che solo a seguito di dolorosi avvenimenti ha deciso di ritirarsi dal mondo. Giuliana Marziali (Valeria Bruni Tedeschi) un’amica e socia dell’importante studio, cerca di scuoterlo e farlo presentare in tribunale per una causa penale che vede proprio Adriano imputato di omicidio colposo. Lui accetta solo per rivedere il figlio Matteo, rimasto a vivere con l’ex moglie, costituitosi parte civile. Ben presto, tra il solitario avvocato e i giovani coltivatori disturbatori comincia un’amicizia, fatta di protezione e soccorso, soprattutto quando la contessina Matilde rimane incinta.
Tutto il film è percorso dalla stessa domanda: cosa voglia dire essere un padre. Quando Matilde rimane incinta sa di non essere sola perché i ragazzi dicono “c’è una mamma e una comunità che l’assiste”. Per Adriano, che s’interroga sul senso della paternità, questa situazione gli provoca invece ansia e preoccupazione, ma poi si convince che ci sono diversi modi per essere padri.
Il film ha una natura ottimista, anche le scene sono positive, la proiezione inizia con una nevicata invernale con un cielo plumbeo e poi con la primavera il cielo diventa più luminoso, a dimostrazione che la natura segue il suo corso. Il lungometraggio evidenzia la trasformazione della natura, che da ostica e spinosa può germogliare. I ragazzi lo dimostrano con la loro dedizione al lavoro in vigna. La vigna accarezzata, curata, rinasce, e allo stesso modo anche le persone, dando e ricevendo amore, rinascono, anche dopo un tremendo dolore.
La visione dei giovani idealisti si scontra con il disincanto dell’uomo maturo e di esperienza che li guarda con diffidenza, per poi scoprire senza pregiudizi le loro capacità . I ragazzi, educati, fiduciosi, speranzosi, danno una bella immagine della gioventù talvolta vilipesa e derisa.
Adriano è stato un padre che ha voluto uscire fuori dagli schemi, anche in modo pericoloso, al contrario della moglie che cercava di proteggere i figli dai pericoli. Ora egli ne paga le conseguenze.
Dalla visione del film io mi sono posta alcune domande: è giusto proteggere i figli e impedirgli di vivere tutte le emozioni solo per un’ossessiva protezione? L’altra domanda riguarda il nocciolo del film: cosa ha pensato Adriano in quei fatidici cinque secondi? Forse era meglio lasciar perdere ciò che stava accadendo senza intervenire? Andate al cinema e godetevi questo film tenero e accattivante, forse voi troverete le risposte alla mie domande.