Il 15 dicembre è la giornata dedicata al “Cippus Abellanus”, uno dei reperti archeologici più importanti della storia campana che lega le comunità di Nola ed Avella. Il reperto è una lapide calcarea contenente iscrizioni in lingua osca risalente alla prima metà del II secolo a.C. Fu ritrovato nel territorio di Avella, quando ancora l’antica città si chiamava Abella. Dal 1745 è custodito nel seminario arcivescovile di Nola.
Si tratta dell’iscrizione recante un trattato tra le antiche città di Abella e Nola per la regolamentazione pacifica dei confini. Si trattava di un evento storico perchè probabilmente, prima di allora, non essendo ben definiti, i nolani sconfinavano nel territorio di Avella e viceversa. Il trattato fu stipulato tra due “meddix” (i magistrati sanniti) e definiva le pertinenze e i confini del santuario, forse gestito in comune da Abella e Nola, indicando il confine tra i territori delle due città. Negli anni molti storici, anche famosi, hanno tentato di decifrarlo completamente e ad oggi ci sono diverse teorie, in particolare sulla localizzazione del confine. Ad oggi diversi soggetti o gruppi, tra cui la Pro Loco di Nola, tengono viva l’attenzione sul Cippo organizzando manifestazioni ed eventi.

Credits Photo Pro Loco di Nola