Ilaria Salis è salva. Il suo procedimento è congelato ed ha evitato il trasferimento in Ungheria per il processo a suo carico. Il Parlamento Europeo, confermando la sua immunità, le ha evitato la prigione in Ungheria. “Il voto rappresenta una grande vittoria democratica e al tempo stesso una vittoria dell’antifascismo – ha scritto Ilaria Salis – È l’ennesima conferma che nell’Ungheria di Orbán non esistono le condizioni per un giusto processo, né per gli antifascisti né per i dissidenti politici. Ribadisco con forza la richiesta di essere processata in Italia“.
Di parere opposto Viktor Orban che sui social ha accusato l’UE di aver protetto i propri membri: “Ai burocrati di Bruxelles piace dare lezioni, ma i pezzi del loro puzzle dello Stato di diritto non combaciano“. A Strasburgo però qualche equilibrio si è rotto, sia nelle trame politiche europee che in quelle italiane. La Salis, infatti, è stata nella pratica salvata anche dal Centrodestra (un solo voto di scarto, 306 sì e 305 no). E mentre Schlein esulta e FdI contesta una “scelta politica” per il processo invece che una di carattere giuridico, Matteo Salvini parla di “traditori” nello schieramento. “Accusa” subito spedita al mittente, neanche troppo velatamente, da Tajani.