Il vescovo di Nola, monsignor Francesco Marino, ha scritto, in prossimità del Natale, il messaggio “Incontriamo il Dio-con-noi, l’unico che è necessario”. Articolato in tre paragrafi, il testo episcopale sottolinea il valore dell’incontro con Cristo per alimentare fraternità, pace, speranza e fede; un incontro che include credenti e non credenti. Il vescovo ha concluso il testo ricordando due appuntamenti importanti diocesani: il 28 dicembre 2025, per la chiusura dell’Anno Santo, in comunione con tutte le chiese particolari del mondo; la celebrazione Pro Episcopo dell’8 gennaio 2026 «nella quale desidero rendere grazie al Buon Pastore per avermi chiamato a diventare, oltre ogni mio merito, Successore degli Apostoli», ha scritto il vescovo.
Nella lunga lettera anche un passaggio in riferimento alla crisi politica locale. Una pace da costruire prima di tutto nei territori che si abitano: “Lo dico con delicatezza e fermezza al termine di un anno complesso nel panorama politico dei nostri territori. Non è certamente mio compito fare analisi o previsioni politiche, ma è un dato preoccupante che troppo spesso le maggioranze amministrative, compaginatesi nelle urne elettorali, svaniscano già nei primi mesi di governo delle città. Quest’anno tanti, troppi sindaci in Italia, anche nella nostra diocesi, si sono dimessi dal loro servizio per mancanza di appoggio interno o per infiltrazioni malavitose. Come si può costruire la pace se manca il dialogo e la capacità di mediare nel piccolo della gestione delle nostre realtà in nome del bene comune? La pace si costruisce attraverso la bellezza di incontri; nel lavoro artigianale del fare rete, come affermava Papa Francesco. Faccio appello, pertanto, agli uomini e alle donne della politica. Sappiate che la disponibilità a lavorare per il bene comune, non solo rende più vivibili le nostre città, ma educa i più giovani ad una mentalità di pace. Disarmate gli interessi di parte, le logiche meschine di tornaconto, i privilegi di partito e le piccinerie di una campagna elettorale permanente. Aiutateci a costruire la civiltà dell’amore, che Dio incarnandosi ha voluto ridonarci e renderci possibile nella misura in cui ci riferiamo ai suoi insegnamenti! Da voi, come comunità cristiana, non ci aspettiamo semplicemente l’allestimento dell’albero di Natale e il presepe in piazza, ma la garanzia del lavorare generosamente per la promozione umana e la diffusione dei valori cristiani fondamentali. Siamo sempre disponibili a creare occasioni d’incontro, nella diversità e nel rispetto dei ruoli, con l’intento sinergico di organizzare la speranza della nostra gente”.