Cuba in ginocchio: le reazioni della politica internazionale

I leader e le istituzioni mondiali commentano i fatti di Cuba

di Marco Sigillo

La vera ragione per cui siete costretti a vivere 22 ore al giorno senza corrente elettrica è che chi controlla il Paese ha saccheggiato miliardi di dollari senza mai beneficiare il popolo. L’Avana ha usato per anni il greggio inviato gratis dal Venezuela. Ma ora che non c’è più il petrolio gratis, i membri del regime comprano combustibile per i loro generatori, per le loro macchine, mentre al popolo si chiedono sacrifici”. Il segretario di Stato USA, Marco Rubio, ha lanciato un messaggio al popolo cubano.

Cuba non costituisce una minaccia per la sicurezza nazionale degli Usa, né sussistono ragioni legittime per includerla nella lista dei Paesi che, presumibilmente, sponsorizzano il terrorismo”. Il governo cubano ha ricevuto la visita del direttore della CIA, John Ratcliffe, in un incontro indirizzato a smentire quanto sostenuto da Trump che aveva indicato Cuba come un pericolo per gli USA.

Petrolio, combustibile, di cui non abbiamo assolutamente nulla; diesel, di cui non abbiamo assolutamente nulla. L’unica cosa che abbiamo è il gas dei nostri pozzi, dove la produzione è aumentata. La situazione nel paese è estremamente tesa. Cuba è aperta a chiunque voglia venderci carburanti”. Il ministro cubano dell’Energia ha denunciato la tragica situazione in cui si trova l’isola, sottoposta al pesante embargo americano dallo scorso gennaio.

Il Paese sta affrontando una crisi energetica sempre più grave, caratterizzata da una forte carenza di carburante, blackout prolungati e gravi interruzioni dei servizi essenziali. La situazione è ulteriormente peggiorata negli ultimi giorni, una situazione che mette ulteriore pressione sulla produzione di elettricità, sui trasporti e sull’erogazione dei servizi di base in tutto il Paese“. Il coordinatore dell’ONU a Cuba, Francisco Pichon, lancia l’allarme sulla situazione del popolo cubano.

IL COMMENTO

Da gennaio la crisi energetica a Cuba non è più temporanea, ma una condizione quotidiana che paralizza trasporti, ospedali, scuole e produzione alimentare. I blackout continui, arrivati a durare anche 20 ore al giorno, aggravano una situazione economica già soffocata dall’embargo statunitense, che limita l’accesso a carburante, tecnologie e credito internazionale.

La popolazione, stremata, ha iniziato a protestare nelle strade. Per ora il risultato della politica di Trump è rappresentato da quasi dieci milioni di cubani che vivono in condizioni sempre più difficili, mentre la comunità internazionale non trova la forza di opporsi alle decisioni statunitensi.

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