Gli USA e il mondo stanno conoscendo ancora di più l’ICE, il corpo di polizia potenziato da Trump che viene utilizzato per arrestare e deportare gli immigrati irregolari. Al centro delle cronache lo Stato del Minnesota, da giorni in preda a furenti proteste scoppiate dopo la morte di Renee Nicole Good. La donna, 37 anni, è stata uccisa il 7 gennaio a Minneapolis dall’agente Jonathan Ross dell’Ice durante un intervento di polizia. La donna era alla guida del suo suv, è stata avvicinata dagli agenti, ha interagito con loro ed è ripartita, ma Ross ha sparato tre colpi, uccidendola. La scena è stata ripresa con i telefoni da molti passanti. Le proteste e le repressioni sono state molto violente tanto che un giudice ha imposto limiti all’uso della forza da parte degli agenti dell’immigrazione.
Lo scontro, però, è anche politico. Il Minnesota è noto per accogliere una grande comunità di immigrati ed è lo Stato di origine di diversi oppositori ti Trump. Il 6 gennaio il Dipartimento per la Sicurezza Interna aveva annunciato “la più grande operazione di controllo dell’immigrazione mai condotta” nel Paese. Il dispiegamento e la repressione hanno trovato ferma opposizione del sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, e del governatore dello Stato, Tim Walz, sostenitore di Kamala Harris, che ha dispiegato la Guardia Nazionale. L’amministrazione Trump, invece, ha avviato un’indagine proprio nei confronti di Walz e Frey per presunta ostruzione all’attività degli agenti dell’Ice.