In pochi giorni due incidenti sul lavoro a Napoli e in provincia. Il primo al Rione Alto a Napoli nella giornata del 25 luglio, ha provocato tre morti. Si tratta di Vincenzo del Grosso (54 anni), Ciro Pierro (62 anni) e Luigi Romano (67 anni). I tre stavano lavorando ad una ristrutturazione in un edificio di sette piani, quando è improvvisamente crollato il ponteggio mobile. A causa dell’elevata altezza, intorno ai 20 metri, la morte è stata inevitabile dopo il rovesciamento di un cestello elevatore. Secondo le prime risultanze, almeno due di loro erano impiegati in nero. Quattro persone hanno ricevuto gli avvisi di garanzia nell’ambito delle indagini per la loro morte, tra cui anche due imprenditori.
Tre giorni dopo un nuovo incidente, questa volta in provincia. A Pompei due operai sono caduti e sono stati ricoverati in ospedale. I lavoratori hanno subito la caduta mentre erano al lavoro in un cantiere nei pressi della stazione ferroviaria durante operazioni di potatura su un carrello elevatore a circa 12 metri d’altezza. Dure le reazioni, in particolare quelle del vescovo di Napoli e di Don Patriciello che hanno parlato di vere e proprio “uccisioni” sul lavoro e non di “incidenti”.