Giovanni Malagò è il nuovo presidente della Figc. L’ex presidente del Coni era nettamente favorito ma il voto non solo gli ha dato ragione, gli ha anche attestato un’accresciuta preferenza interna. Malagò, infatti, ha battuto lo sfidante Giancarlo Abete (titolare del distaccamento Dilettanti ed ex presidente federale dal 2007 al 2014) con quasi il 69% dei voti (68,58% per l’esattezza), contro il 29,17% dello sfidante. Alla vigilia Malagò aveva una base del 54% (Serie A 18%, B 6%, Calciatori 20% e Allenatori 10%), all’esito dello scrutinio ha ricevuto un’affermazione di più di 14 punti percentuali rispetto alla previsione.

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“Sento un forte senso di responsabilità, sono molto emozionato, da solo non potrò fare nulla, insieme potremo fare tanto“: queste le prime parole del neo-presidente. La priorità è compattare la squadra federale: il presidente Gravina, con quasi l’unanimità del voto, ha trovato grandi difficoltà nel fare le riforme ed è qualcosa su cui riflettere. Poi ci sarà da impostare un discorso tecnico e sportivo, infine dovremo ripristinare un rapporto con una parte della politica. Dovremo dare delle risposte ai problemi strutturali che il mondo del calcio ha evidenziato fin qui e tutte queste priorità sono argomenti che vanno aggrediti urgentemente. Serviranno una disponibilità e una mentalità diverse, volte al cambiamento, in direzione delle riforme“.
Tanti ora i dossier sul suo tavolo. Tra i primi, soprattutto, quelli riferiti alla scelta del nuovo allenatore della Nazionale maggiore e quello per gli stadi che dovranno ospitare i prossimi Europei, da ammodernare assolutamente se non si vuole perdere l’opportunità di ospitare la competizione.