“Era”: il film sulla terza età che commuove e fa sorridere

Un prodotto ben riuscito del regista Vincenzo Marra

di Milena Liberti
Credits Photo Comingsoon.it

“Era” è un film italiano di Vincenzo Marra, uscito nelle sale il 26 marzo 2026. Essendo stato prodotto con Rai Cinema, diventerà disponibile in streaming sulla piattaforma gratuita di Rai Play. La trama parla della terza età e della difficoltà dell’anziano di far valere la propria voce. “Era” è un film delicato, a tratti sorprendente, molto partenopeo, anche se le problematiche che descrive sono simili in tutto il mondo.

Lina (interpretata da Dalia Frediani) è un’ottantenne che ha ancora una vita attiva. Una donna energica che gestisce ancora i tre figli con problematiche personali irrisolte, gioca a carte con la sorella Maria, meno fortunata di lei economicamente, ed è corteggiata dal suo dirimpettaio Edoardo, un ingegnere pieno di vita, anche lui ottantenne, che vorrebbe condurre una vita di spassi. Ma Lina nella sua vita ha ballato solo col marito e non accetta la corte di Edoardo. Con l’aggravarsi della malattia, pur di evitare la casa di risposo, è costretta ad accettare una badante dello Sri Lanka. Dopo tante incomprensioni e pregiudizi, la badante si rivelerà fondamentale per tutta la famiglia.  L’impianto narrativo è coinvolgente, fa leva sui tempi comici e su un cast impeccabile costituito da Maurizio Casagrande (Lucio), Giovanni Esposito (Sergio), Rosaria Durso (Maria) e Antonio Venturini (Edoardo). Tutti attori che hanno recitato in teatro e che danno al film quella teatralità non consueta al cinema.

Ma il film, nonostante la comicità, denuncia una problematica sociale importante: la solitudine degli anziani, la necessità di conservare la propria autonomia e indipendenza senza invasioni esterne. Accettare la badante per Lina è difficile perché è stata sempre autonoma ed energica. I figli, però, dal canto loro, hanno già problematiche personali e non possono farsi carico dell’anziana madre. Pur di stare tranquilli, più volte il prete Lucio suggerisce una casa di riposo, arrivando anche a fare un sopralluogo (e qui il film diventa esilarante).

Importante è anche il tema dell’integrazione della persona straniera, la difficoltà di farsi accettare nella famiglia. Il titolo “Era” rimanda ad una vita passata, un tempo consumato, una memoria che svanisce. In sintesi, seppur di genere comico, il film si mostra malinconico e tenero.

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