Ercolano: sequestrato opificio abusivo, conteneva più di 65 tonnellate di rifiuti

I rifiuti, tessili, erano ritenuti speciali non pericolosi

di Redazione Zerottouno News

Proseguono i servizi finalizzati al contrasto all’illecita gestione di rifiuti nell’area vesuviana, da parte dei militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, anche alla luce delle indicazioni fornite dal Prefetto di Napoli, Dr. Michele di Bari, in sede di Comitato per l’Ordine e per la Sicurezza Pubblica. In particolare, i finanzieri della Compagnia Portici hanno sequestrato, ad Ercolano, un opificio abusivo di 500 m² utilizzato come luogo di stoccaggio, contenente 65 tonnellate di rifiuti tessili, classificati come rifiuti speciali non pericolosi. All’interno dei locali è stata rinvenuta anche 1 tonnellata circa di rifiuti in materiale plastico e la relativa attrezzatura da lavoro.

L’esame del materiale stoccato sull’area ha permesso di rilevare la presenza di balle di indumenti usati provenienti dall’attività di raccolta nei centri urbani, ceste metalliche, contenitori in plastica, banchi da lavoro e due bilance. Il deposito veniva utilizzato per il commercio all’ingrosso, il recupero, la messa in riserva e il trattamento di rifiuti tessili di seconda mano, privi di igienizzazione e sanificazione. L’attività imprenditoriale è risultata completamente sconosciuta al fisco, nonché priva delle necessarie autorizzazioni per il suo svolgimento.

All’interno del deposito, i finanzieri hanno constatato la mancata installazione di un impianto antincendio, obbligatorio per contenere la notevole quantità di materiale infiammabile. Parte degli abiti usati erano già pronti per essere immessi su un mercato “parallelo”, privi di qualsiasi documentazione atta ad attestare la legittima provenienza e a garantirne tracciabilità e qualità.

Grazie all’intervento di tecnici della società erogatrice di energia elettrica è stato accertato, altresì, che il contatore posto all’esterno dell’edificio era stato manomesso, in modo da consentire l’allaccio abusivo alla rete nazionale. Il responsabile, un 50enne italiano gravato da precedenti, che operava all’interno dei locali, è stato denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli per illecita gestione di rifiuti, per le violazioni in tema di certificazioni obbligatorie per la prevenzione incendi, nonché per il furto di energia elettrica.

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