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SUMMARY:Parigi celebra l'arte italiana: ecco la mostra "Ceccotti-Passeretti
 "
DESCRIPTION:A cura di Filomena Carrella | Un evento prestigioso\, di altiss
 imo respiro culturale\, che porta il grande segno dell'arte italiana nel c
 uore di Parigi. In occasione del 70° anniversario del gemellaggio tra Rom
 a e Parigi\, l'Istituto Italiano di Cultura di Parigi\, fiore all'occhiell
 o della nostra diplomazia culturale nel mondo e da sempre ponte tra Italia
  e Francia\, presenta "Ceccotti - Passeretti. Métaphysique du temps / Met
 afisica del tempo"\, una mostra dedicata a due maestri assoluti della pitt
 ura italiana contemporanea: Sergio Ceccotti e Umberto Passeretti.\n\nUn pr
 ogetto ambizioso\, curato da Antonio Calbi e Andrea Iezzi\, con un testo i
 n catalogo della storica dell'arte Julie Borgeaud\, che vuole far conoscer
 e sempre di più l'arte italiana proprio in una terra come la Francia\, da
  sempre amante della cultura e della grande arte.\n\n\nL'appuntamento:\nVe
 rnissage: Giovedì 10 settembre 2026 alle ore 19\nEsposizione: dall'11 set
 tembre al 5 novembre 2026\nDove: Hôtel de Galliffet - 50 rue de Varenne\,
  75007 Paris\nOrari: dal lunedì al venerdì 10h-13h / 15h-18h\nA cura di 
 Antonio Calbi e Andrea Iezzi\nLa mostra è resa possibile anche grazie ai 
 preziosi prestatori Natty Belmondo\, Maria Teresa Benedetti\, Anne e Rolan
 d Bodusso\, Joëlle e Michel de Tapol\, M. e F. Giraud\, Pascale Lécosse\
 , Jean-Marie Oger e Giovanna Carlino Pirandello.\n\n\nDue universi diversi
 \, una stessa riflessione sul Tempo\nNati a Roma a dieci anni di distanza\
 , legati da una lunga amicizia nata alla fine degli anni Sessanta grazie a
 l pittore e incisore Sergio Birga e da un rapporto profondo con Parigi\, C
 eccotti e Passeretti hanno sviluppato due universi pittorici molto diversi
 \, accomunati tuttavia da una riflessione sul tempo\, sulla memoria e sull
 'eredità della cultura figurativa italiana.\nPer Umberto Passeretti\, l'a
 ntichità è una presenza viva. Per Sergio Ceccotti\, epoche diverse sembr
 ano convivere simultaneamente.\n\n\nI DUE MAESTRI\nUMBERTO PASSERETTI - Il
  Maestro del "Presente Antichissimo"\nNato a Roma nel 1945\, è uno dei pi
 ù colti e raffinati interpreti della classicità nel contemporaneo.\nSi 
 è formato all'École Supérieure des Beaux-Arts de Paris negli anni esplo
 sivi che hanno preparato il Sessantotto. È stato titolare della prestigio
 sa cattedra di discipline plastiche all'Istituto per la ceramica di Faenza
 . Vive a Roma e lavora tra Roma e Parigi.\nDa sempre appassionato di antic
 hità\, ha vissuto e lavorato per diversi anni praticamente dentro Villa A
 driana\, sopra il Canopo. Come sottolineato dal grande Federico Zeri\, nel
 la sua pittura c'è la "nostalgia di un'etica\, di un costume\, di una cul
 tura".\nLa sua ricerca\, come scrive il critico Gabriele Simongini\, trasf
 orma "mirabili reperti scultorei del passato in pittura\, con la chiara pr
 evalenza di panneggi dalla materia mossa\, palpitante di una nuova vita ch
 e sembra quasi sul punto di cominciare". Scultura\, panneggi e anatomie ve
 ngono reinterpretati attraverso una pittura tesa alla ricerca dell'armonia
  e dell'equilibrio. Il passato diventa così una materia attiva\, capace d
 i riaffiorare e trasformarsi nel presente.\n\n\nSERGIO CECCOTTI - L'artigi
 ano dell'enigma\, il pittore de "L'insolite quotidien"\nNato a Roma nel 19
 35\, è considerato un precursore della figurazione italiana contemporanea
 \, erede della pittura metafisica e del realismo magico. Vive e lavora tra
  Roma e Parigi.\nDefinito dal critico J.M. Pradel nel 1977 e da Patrick Ro
 egiers nel 1987 "artisan de l'énigme"\, Philippe Soupault definì efficac
 emente la sua pittura con l'espressione «insolite quotidien»\, sottoline
 andone la capacità di trasformare il familiare in inatteso.\nFormazione d
 'eccellenza: Ha seguito i corsi di Oskar Kokoschka (pittura) e Slavi Souce
 k (litografia) presso la Internationale Sommerakademie für Bildende Kunst
  di Salisburgo nel 1956 e 1957*. Dal 1956 al 1961 ha frequentato il corso 
 di disegno dell'Accademia di Francia a Roma\, Villa Medici.\nTra la fine d
 egli anni ’50 e la metà degli anni ’60 il suo lavoro mostra l’influ
 enza del cubismo\, di Giorgio de Chirico e della pittura tedesca degli ann
 i ’20\, avendo l’opportunità di frequentare maestri come Conrad Felix
 müller\, Otto Dix e Ludwig Meidner. A partire dalla seconda metà degli a
 nni ’60 i suoi dipinti adottano uno stile più narrativo ispirato da ele
 menti molto eterogenei: il cinema (specie i film di Hitchcock e i noir ame
 ricani)\, la fotografia\, la pubblicità\, i rebus della Settimana Enigmis
 tica e i fumetti\, sia americani che italiani (Diabolik)\, da cui deriva u
 na concezione più sintetica e dinamica della composizione. Ha lavorato pe
 r 24 anni con la prestigiosa Galleria Alain Blondel ed è oggi rappresenta
 to dal mercante Jean-Marie Oger. Una mostra che non è solo arte\, ma è d
 ialogo tra due capitali\, tra passato e presente\, tra Roma e Parigi. Un o
 rgoglio per l'Italia e per l'Istituto Italiano di Cultura di Parigi che an
 cora una volta esporta l'eccellenza italiana nel mondo.
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