Fine vita, eutanasia, suicidio assistito: cosa dice la Legge in Italia?

La normativa in Italia è oggetto spesso di proteste

di Carolina Cassese

In Italia il quadro normativo sul fine vita è molto complesso. Partiamo subito dallo specificare che l’eutanasia attiva è tuttora considerata illegale. Il concetto di “fine vita” in Italia, in senso più ampio, è in gran parte normato dalla Legge
219/2017 che sancisce “il diritto all’autodeterminazione terapeutica”.

L’eutanasia, attiva e volontaria, è l’atto di procurare intenzionalmente e in modo indolore la morte di una persona su sua esplicita richiesta. Consiste nella somministrazione diretta della sostanza letale da parte di un medico o personale sanitario. In Italia, come detto, è illegale ed è perlopiù equiparata all’omicidio del consenziente (secondo l’art 579 del Codice Penale), reato punibile con la reclusione da 6 a 15 anni.

Il suicidio assistito, invece, è l’atto in cui il personale sanitario prepara la sostanza letale, ma è il paziente stesso ad auto-somministrarsela. Tale atto non è punibile solo se ci sono precise condizioni stabilite dalla Sentenza n. 242/2029 della Corte Costituzionale, la quale ha parzialmente depenalizzato l’aiuto al suicidio (art. 580 del Codice Penale).

La materia è anche disciplinata dalla Sentenza della Corte Costituzionale n. 242 del 2019 (il famoso caso Cappato/DJ Fabo). Questa sentenza ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 580 del Codice Penale nella parte in cui non esclude la punibilità di chi agevola l’esecuzione del proposito di suicidio.

Ci sono, tuttavia, determinate condizioni avverse. Ad esempio, se la persona è affetta da una patologia irreversibile, se soffre di sofferenze fisiche o psicologiche intollerabili e refrattarie ai trattamenti, se è pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli, se è tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale (interpretazione ancora in evoluzione). Pertanto, in presenza di tutti questi requisiti, l’aiuto materiale al suicidio (SMA) non è un reato in Italia.

Nonostante la sentenza, però, la mancanza di una legge nazionale rende l’applicazione della procedura non omogenea e complessa, lasciando ai singoli Comitati Etici territoriali il compito di verificarne la sussistenza. La legge n. 219 del 22 dicembre 2017 (Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento /DAT) ha stabilito alcuni capisaldi che distinguono le pratiche legali in Italia dall’eutanasia. Vediamoli nel dettaglio.

Prima di tutto, il paziente ha il diritto di accettare o rifiutare qualsiasi trattamento sanitario, compresi quelli di sostegno vitale (come l’idratazione e l’alimentazione artificiale), e il medico è tenuto a rispettare tale volontà (Art. 1). Il medico, poi, non può insistere con trattamenti inutili o sproporzionati (Art. 2). L’interruzione dei trattamenti, inoltre, non è considerata eutanasia e non comporta responsabilità penali per il medico, anche se ne consegue il decesso. Questa pratica, più nello specifico, è spesso definita “eutanasia passiva” non punibile, ma la legge la inquadra spesso alla stregua di un diritto all’autodeterminazione.

Con le Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT) la Legge consente a ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere di esprimere le proprie volontà in tema di trattamenti sanitari in previsione di un’eventuale futura incapacità di prendere decisioni.

La legge, inoltre, sancisce il diritto ad accedere alla Sedazione Palliativa Profonda e Continua (Art. 2), in combinazione con le Cure Palliative, quando la persona ha una patologia in fase avanzata e il dolore o altri sintomi sono refrattari (non
controllabili) ai trattamenti standard. Si tratta di un atto medico per alleviare la sofferenza e non ha lo scopo primario di causare la morte, bensì di ridurla o annullarla fino al decesso, che in questi casi è atteso a breve termine.

In sintesi, mentre l’eutanasia attiva resta un reato (Art. 579 C.P.), il quadro normativo italiano sul fine vita garantisce legalmente: l’interruzione/rifiuto di ogni trattamento (Legge 219/2017); l’accesso alla Sedazione Palliativa Profonda e Continua (Legge 219/2017); la non punibilità dell’Aiuto al Suicidio (SMA) se sono soddisfatti i rigorosi requisiti fissati dalla Corte Costituzionale (Sentenza 242/2019).

La normativa sull’eutanasia e sul suicidio assistito, tuttavia, varia notevolmente a livello globale. I Paesi che hanno legalizzato l’Eutanasia e il Suicidio Assistito sono diversi. Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo sono stati i primi a legalizzare l’eutanasia attiva e il suicidio assistito con normative che specificano condizioni molto rigide (come ad esempio la sofferenza insopportabile e senza prospettiva di miglioramento, consenso libero e informato). Il Belgio, in particolare, ammette la pratica anche per i minori con capacità di discernimento. Ancora, il Canada ha legalizzato la “Medical Assistance in Dying” (MAID), che include sia l’eutanasia attiva che il suicidio assistito, con condizioni in evoluzione.

Ci sono Paesi che invece per ora si sono limitati a legalizzare solo il Suicidio Medicalmente Assistito. In Svizzera, ad esempio, l’aiuto al suicidio non è punibile se non è motivato da “moventi egoistici” (l’eutanasia attiva invece è vietata). In alcuni degli Stati degli USA, come ad esempio Oregon, California, Washington, è permesso il “Death with Dignity Act” (solo suicidio assistito per i malati terminali). Infine, anche in Spagna, Austria, Nuova Zelanda ed Ecuador è legalizzato il Suicidio Medicalmente Assistito.

Altri articoli

Lascia commento

081News.it è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Nola al n.2/14.

Eventuali segnalazioni possono essere inviate a redazione@081news.it o sui social ai contatti con nome Zerottouno News.
La testata è edita e diretta da Aniello “Nello” Cassese, sede legale in Liveri (NA) – via Nazionale n.71, sede operativa in Nola (NA) – via Giordano Bruno n.40.

Close Popup

Questo sito web utilizza cookie o tecnologie simili per finalità tecniche e, con il tuo consenso, anche per altre finalità come specificato nella cookie policy. Puoi liberamente prestare, rifiutare o revocare il tuo consenso in qualsiasi momento. La chiusura del banner comporta il consenso ai soli cookie tecnici necessari.

Close Popup
Privacy Settings saved!
Impostazioni

Quando visiti un sito Web, esso può archiviare o recuperare informazioni sul tuo browser, principalmente sotto forma di cookies. Controlla qui i tuoi servizi di cookie personali.

Questi cookie sono necessari per il funzionamento del sito Web e non possono essere disattivati nei nostri sistemi.

Cookie tecnici
Per utilizzare questo sito web usiamo i seguenti cookie tecnici necessari: %s.
  • wordpress_test_cookie
  • wordpress_logged_in_
  • wordpress_sec
  • wordpress_gdpr_cookies_allowed
  • wordpress_gdpr_cookies_declined
  • wordpress_gdpr_allowed_services

Rifiuta tutti i Servizi
SALVA
Accetta tutti i Servizi
error:
-
00:00
00:00
Update Required Flash plugin
-
00:00
00:00