Politica LocaleIovino (Italia Viva): “Serve dialogo forte tra case di comunità e farmacie”

Redazione Zerottouno News Redazione Zerottouno News28 Luglio 20222 min

Un dialogo attivo e forte tra case di comunità e farmacie può servire a rendere i presidi sanitari territoriali dei centri efficaci nell’erogare servizi medici ai cittadini. Ho scritto una missiva al Presidente della Commissione sanità, il collega Enzo Alaia, affinché al più presto convochi una seduta dell’organismo finalizzata ad ascoltare gli addetti ai servizi territoriali e i tanti soggetti dei comparti che possono fare da traino nel sostenere la sfida della medicina del territorio. Sono certo, conoscendo la sua sensibilità e la sua dedizione alla causa, che insieme potremo perseguire questo obiettivo con successo“. Lo ha affermato in una nota l’on. Francesco Iovino, consigliere regionale della Campania in quota Italia Viva e vice presidente della Commissione Trasparenza.

Attivarci già da adesso per potenziare e accrescere la operatività della rete di medicina del territorio significa prevenire le criticità che ci saranno per via delle varianti del Covid nella fase che segue la pausa estiva, in particolare nel mondo della scuola. Strutture efficienti potrebbero attivare fasi di screening e, contestualmente, di formazione/informazione che possono essere efficaci nella prevenzione dei contagi. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza – osserva Iovino – destina circa 380 milioni di euro per realizzare 169 case di comunità, 45 ospedali di comunità e 58 centri operativi. Ogni 50mila abitanti ci sarà una casa di comunità che sarà capace di offrire assistenza medica 24 ore su 24. Il piano prevede, inoltre, l’ospedale di comunità ogni 50-100mila abitanti che assicurerà la presenza di un medico per 5 ore al giorno e una decina di infermieri“.

Questa rete a nostro avviso va integrata con le farmacie di servizio – ha continuato Iovino – Nel mese di giugno il Consiglio di Stato ha dato il suo via libera ai “modelli e standard per lo sviluppo dell’Assistenza territoriale nel servizio sanitario nazionale. Si tratta di un modello che punta a una rivisitazione dei servizi che va verso un’assistenza di prossimità che si pone come alternativa all’ospedale, e che può essere agevolmente accessibile a tutti, specie a chi, come anziani e persone che hanno una limitata capacità di movimento, hanno difficoltà a raggiungere i nosocomi, spesso lontani dal luogo di residenza“.

E’ dunque fondamentale – conclude il consigliere regionale – il ruolo della farmacie che costituiscono dei presidi di prossimità per eccellenza. Circostanza che, ovviamente, è determinata dalla loro presenza capillare sul territorio. Le farmacie possono rendere servizi ai cittadini che vi accedono con facilità, senza aggravi dal punto di vista burocratico. Ecco perché occorre che ci sia uno sforzo corale di tutti i livelli istituzionali affinché si dia un impulso decisivo verso l’organizzazione e il funzionamento dei presidi sanitari territoriali coinvolgendo le farmacie. Solo così sarà possibile sgravare gli ospedali cittadini e rendere la sanità più agevolmente accessibile ai cittadini direttamente sul territorio“.

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