Giancarlo Siani è stato uno dei giornalisti italiani più importanti. E’ morto a soli 26 anni, ucciso dalla camorra per la sua attività giornalistica. La sua uccisione fu ordinata dal boss Angelo Nuvoletta di Marano, affiliato a Cosa Nostra di Totò Riina. Il motivo dell’assassinio fu un articolo del 10 giugno 1985 in cui Siani dichiarava che l’arresto del boss di Torre Annunziata, Valentino Gionta, era nato proprio da una soffiata degli alleati Nuvoletta per avere una tregua con i nemici casalesi.
Siani, napoletano del quartiere Vomero, sognava di diventare giornalista professionista ma fu ucciso con 10 colpi di pistola il 23 settembre 1985 mentre era sotto casa. Collaborando prima con la redazione del Mattino di Castellammare di Stabia e poi con quella centrale di Napoli, riuscì a sviscerare le dinamiche camorristiche a Torre Annunziata e, in generale, nel panorama malavitoso dopo il terremoto in Irpinia. A lui, oggi, sono dedicati libri, scuole, premi culturali, murales, strade, film, il comico Alessandro Siani (vero nome Alessandro Esposito) ha utilizzato il suo cognome come pseudonimo e l’Ordine dei Giornalisti gli ha conferito il tesserino ad honorem. La sua memoria è portata avanti dal fratello Paolo, ex parlamentare, e dalla fondazione omonima.