Giustizia per Giovanni Galluccio. E’ quella chiesta dalla famiglia, difesa dall’avvocato Berenice Candela, che oggi ha ottenuto un importante risultato. Galluccio veniva ucciso a Tufino 20 anni fa all’età di 40 anni, “attinto da una pluralità di colpi a seguito di errore di persona rispetto al vero obiettivo Antonio Guerriero, detto o’ zorro, con l’aggravante di aver agito con premeditazione al fine di agevolare il clan Di Domenico e soddisfare una richiesta omicidiaria proveniente dal Clan Moccia ed altri clan di zona“. La moglie Eleonora Mensorio e le figlie Antonella e Maria Galluccio si erano costituite parte civile nel processo e, dopo la condanna di mandante ed esecutore, hanno anche ottenuto il riconoscimento e la solidarietà da parte del Comitato di Solidarietà per le vittime di tipo mafioso.
“Le figlie di Giovanni e la moglie – riferisce l’avvocato Candela – in questi lunghi anni sono state vittime di una insensata vergogna che la società ha fatto sentire ed avvertire loro, costrette a dover ricordare l’integrità morale del proprio caro, messa in discussione dal chiacchiericcio diffusosi nella comunità di appartenenza. Da oggi l’integrità morale del povero Giovanni è stata riconosciuta dallo Stato. Giovanni potrà riposare in pace“.