È scoppiata anche la guerra diplomatica tra Israele e l’Europa. Su spinta del Regno Unito del nuovo premier laburista Andy Burnham, sono state annunciate sanzioni contro il commercio di prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati in Cisgiordania. La decisione è stata condivisa e supportata anche da Canada e Francia assieme ad Stati. Come riportano Axios e il Times of Israel, anche l’amministrazione americana di Donald Trump è stata informata e non si è opposta all’iniziativa. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la scelta del premier israeliano Benjamin Netanyahu di procedere con un nuovo insediamento nell’area E1 che porterebbe a dividere di fatto la Cisgiordania e non consentendo la continuità territoriale di per la creazione di un futuro Stato palestinese. A firmare la dichiarazione, insieme a Regno Unito, Canada e Francia, sono stati: Danimarca, Finlandia, Islanda, Irlanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Spagna e Svezia. Non ha aderito l’Italia: secondo il ministro Tajani la decisione adottata su iniziativa del Regno Unito non è condivisibile perché non è stata presa in coordinamento con l’Unione Europea.
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