Global Sumud Flotilla: quali sono i rischi legali?

I partecipanti rischiano la ritorsione di Israele

di Carolina Cassese

La Global Sumud Flotilla si appresta ad essere la più grande iniziativa indipendente per cercare di portare aiuti umanitari ai civili della Striscia di Gaza e interrompere l’assedio navale che Israele ha imposto sulla Striscia. La Flotilla è composta da decine di barche partite da tutto il mondo ma cosa comporta la navigazione delle flotte civili presso la Striscia di Gaza?

Il primo Ministro d’Israele, Benjamin Netanyahu, ha subito minacciato l’arresto per i naviganti e il sequestro dei mezzi. Approfondiamo ora meglio l’aspetto legale di questa vicenda. La questione delle flotte di civili che cercano di rompere il blocco navale di Gaza solleva, infatti, complessi interrogativi legali e presenta quantomeno dei rischi significativi, tanto per i partecipanti quanto per le forze militari coinvolte.

Analizziamo, prima di tutto, i rischi legali e i provvedimenti di Israele. Quali sono i rischi legali per la spedizione di civili? La navigazione in acque internazionali e il tentativo di violare un blocco navale, anche per scopi umanitari, si scontrano con il diritto internazionale marittimo e il diritto dei conflitti armati. Ma cosa si intende per “violazione del blocco navale”? Israele, da più o meno il 2007, mantiene un blocco navale su Gaza che considera legale in quanto misura di sicurezza contro le attività di Hamas.

Le leggi internazionali sulla guerra marittima, come il “Manuale di Sanremo sul Diritto Internazionale Applicabile ai
Conflitti Armati sul Mare,” prevedono che un blocco sia una misura legittima in un conflitto armato. Per essere considerato legale, un blocco deve essere: dichiarato e notificato (annunciato a tutte le parti e agli stati neutrali); imparziale (applicato in modo uniforme a tutte le navi indipendentemente dalla loro bandiera); efficace (mantenuto da una forza sufficiente a impedire l’accesso).

Le navi civili che tentano di violare un blocco navale dichiarato ed efficace possono essere intercettate e, in caso di resistenza, catturate o attaccate. Secondo lo Statuto di “Combattenti Ostili” o “Risorse Nemiche”, se le autorità israeliane ritengono che la flotta stia agendo in collusione con Hamas o che stia fornendo supporto materiale al nemico, le navi e i loro passeggeri potrebbero perdere la loro protezione civile e essere trattati come combattenti ostili. Questo comporta il rischio di essere soggetti a detenzione, interrogatorio e, in determinate circostanze, all’uso della forza letale.

Inoltre, sebbene il diritto internazionale imponga di usare la forza in modo proporzionato, la percezione della minaccia può variare. In passato, gli incidenti, come quello della Mavi Marmara nel 2010, hanno mostrato come la reazione delle forze israeliane possa essere violenta, specialmente se percepiscono un’aggressione da parte dei passeggeri. I civili a bordo possono subire lesioni gravi o perdere la vita, e i responsabili dell’operazione navale potrebbero essere accusati di atti illeciti o crimini di guerra.

Israele ha adottato una serie di misure per far fronte alle flotte civili e mantenere il blocco su Gaza, sostenendo che tali azioni sono necessarie per la sua sicurezza. Già da tempo, la Marina israeliana intercetta regolarmente le navi dirette a
Gaza. Gli equipaggi e i passeggeri vengono informati via radio di invertire la rotta. Se non obbediscono, le forze speciali israeliane possono abbordare la nave, assumerne il controllo e dirottarla verso un porto israeliano, come Ashdod. I passeggeri e gli equipaggi verrebbero quindi detenuti per interrogatorio, le autorità israeliane verificano i loro documenti e il loro passato.

In molti casi, dopo il fermo e l’interrogatorio, vengono espulsi dal paese e spesso banditi dal rientrarvi, mentre le navi e il carico umanitario vengono confiscati. Israele sostiene di ispezionare gli aiuti e di consegnare quelli “legali” alle organizzazioni umanitarie riconosciute a Gaza, spesso attraverso valichi terrestri, ma i promotori delle flotte criticano
questa procedura, sostenendo che ritarda la consegna e non rispetta la loro volontà.

Israele giustifica le sue azioni sostenendo che il blocco è una misura legale di autodifesa e sottolineano, al contempo, che sia una risposta alle minacce terroristiche provenienti da Gaza e che le flotte civili, anche se esse si dichiarano “umanitarie”, minino la sua sicurezza e potenzialmente forniscono sostegno a gruppi ostili. Le autorità israeliane spesso producono una loro documentazione, come ad esempio video e registrazioni audio, per dimostrare la loro versione sui passeggeri che oppongono resistenza o sono aggressivi, cercando in questo modo di legittimare il loro uso della forza.

La liceità del blocco di Gaza, tuttavia, è un argomento di dibattito. Mentre Israele lo considera una misura legittima di difesa, molti Stati, organizzazioni per i diritti umani e organismi delle Nazioni Unite lo definiscono una “punizione collettiva” contro la popolazione civile di Gaza, che è una violazione delle Convenzioni di Ginevra. Gli attivisti e ONG sostengono che il blocco non è un “blocco di guerra tradizionale”, ma piuttosto “un’occupazione illegale”. Ribadiscono che le navi che trasportano solo aiuti umanitari non possono essere considerate una minaccia militare e che il loro abbordaggio in acque internazionali costituisce un atto di pirateria e una violazione della libertà di navigazione. L’uso sproporzionato della forza contro civili disarmati, come avvenuto in passato, è considerato un crimine di guerra.

Secondo il punto di vista di Israele, invece, il blocco continua ad essere una misura di sicurezza essenziale per impedire il traffico di armi e materiali a duplice uso che potrebbero essere utilizzati per attacchi contro il suo territorio. Il Governo israeliano sostiene che le navi civili, navigando verso un porto non autorizzato e controllato da un’entità ostile, si mettono in una situazione di rischio volontariamente. Sostiene di agire in conformità con il diritto internazionale, che permette l’intercettazione di navi che tentano di violare un blocco navale valido.

In sintesi, la spedizione di flotte civili verso Gaza comporta rischi legali e fisici elevati per i partecipanti, che si scontrano con la politica di sicurezza di Israele. La questione rimane un’area non ben specificata del diritto internazionale e abbastanza vulnerabile, con interpretazioni divergenti e significative conseguenze per tutti gli attori coinvolti. Questa non è la prima volta che una missione del genere viene organizzata. Ci sono stati tentativi precedenti da parte di attivisti di consegnare aiuti a Gaza via mare ma, in ogni caso, sono stati bloccati o intercettati dalle forze israeliane.

Altri articoli

Lascia commento

081News.it è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Nola al n.2/14.

Eventuali segnalazioni possono essere inviate a redazione@081news.it o sui social ai contatti con nome Zerottouno News.
La testata è edita e diretta da Aniello “Nello” Cassese, sede legale in Liveri (NA) – via Nazionale n.71, sede operativa in Nola (NA) – via Giordano Bruno n.40.

Close Popup

Questo sito web utilizza cookie o tecnologie simili per finalità tecniche e, con il tuo consenso, anche per altre finalità come specificato nella cookie policy. Puoi liberamente prestare, rifiutare o revocare il tuo consenso in qualsiasi momento. La chiusura del banner comporta il consenso ai soli cookie tecnici necessari.

Close Popup
Privacy Settings saved!
Impostazioni

Quando visiti un sito Web, esso può archiviare o recuperare informazioni sul tuo browser, principalmente sotto forma di cookies. Controlla qui i tuoi servizi di cookie personali.

Questi cookie sono necessari per il funzionamento del sito Web e non possono essere disattivati nei nostri sistemi.

Cookie tecnici
Per utilizzare questo sito web usiamo i seguenti cookie tecnici necessari: %s.
  • wordpress_test_cookie
  • wordpress_logged_in_
  • wordpress_sec
  • wordpress_gdpr_cookies_allowed
  • wordpress_gdpr_cookies_declined
  • wordpress_gdpr_allowed_services

Rifiuta tutti i Servizi
SALVA
Accetta tutti i Servizi
error:
-
00:00
00:00
Update Required Flash plugin
-
00:00
00:00