Le temperature sono ancora un po’ strane ma ormai è autunno inoltrato. Intorno tutto ha il colore dell’arancio per le foglie che cadono, nelle cantine il vino bolle e nei pochi camini accesi scoppiano le prime castagne. Nicia e la mamma non hanno tanta voglia di allontanarsi e decidono di fare un giro per il Casamale a Somma Vesuviana che è a pochi minuti da dove abitano. La mamma a Somma si sente più vicina alle sorelle che vivevano lì ma che hanno lasciato questa terra anni fa.
Somma Vesuviana è un paese nato intorno al 1000 alle pendici del monte Somma, il monte che fiancheggia oggi il più celebre Vesuvio e che prima era esso stesso un vulcano: la sua sommità sprofondò a causa di una serie di eruzioni esplosive, formando una caldera al cui interno si sviluppò successivamente il cono del Vesuvio.
Torniamo al cuore di Somma, in cui Nicia e la mamma fanno una passeggiata. Si trovano nel Borgo di Casamale, all’interno dell’antica città medievale rimasta nella sua forma pressoché intatta. Si dice che il nome del borgo provenga dalla nobile famiglia Causamale che ci abitò fin dall’anno 1100. La zona era frequentata già in epoca romana, con ville rustiche e insediamenti agricoli.
Sanno bene di passeggiare tra le mura aragonesi innalzate nel 1947 da re Ferrante d’Aragona. Girano per quelle vie strette di pietra, archi antichi, palazzi nobiliari e antiche porte ancora individuabili che danno un senso tangibile del passato fortificato del luogo. Camminando per quelle strade si percepisce come la comunità abbia mantenuto un forte legame con il passato: l’architettura, i cortili, le case sono testimoni di secoli trascorsi.
In passato Nicia e la mamma sono state anche in località Starza della Regina a Somma dove vi è l’Antica Villa Agustea che è tra i più affascinanti complessi romani tuttora oggetto di scavi e studi. E’ facile rendersi conto di come Somma Vesuviana non sia solo un “museo”, ma una comunità viva. La produzione agricola – frutta, uva, vino – ha avuto ed ha tuttora un’importanza nella zona, grazie alla fertilità del terreno vulcanico.
Ricca di tradizioni come la Festa delle Lucerne, che si svolge ogni quattro anni proprio nel borgo antico del Casamale: vicoli addobbati con felci, lucerne, candele. Un rito che unisce la comunità e richiama visitatori. Nicia e la mamma consigliano di visitare il borgo nel tardo pomeriggio. La luce che filtra tra gli archi antichi è davvero poetica.