Il cero Pasquale: un simbolo che illumina

Il simbolo più visibile delle festività pasquali

di Padre Raffaele Abagnale

Tra i simboli più visibili della Pasqua certamente quello del cero pasquale risulta essere maggiormente visibile. Vicino al fonte battesimale o all’ambone, o al centro della navata, la sua presenza imponente di certo non passa inosservata.

Fin dai primi secoli la Chiesa si è servito di questo simbolo per manifestare la presenza viva e vivificante della luce quale immagine viva di Cristo Risorto. Preparato nella notte di Pasqua, acceso al fuoco al fuoco nuovo e benedetto della Veglia, il cero pasquale ci trasmetta una molteplicità di significati che non possiamo tralasciare.

Innanzitutto, come dicevamo sopra, esso è Cristo stesso che, risorto il terzo giorno, ridona vita nuova. A pensarci bene, quando nasce qualcuno o qualcosa, non si usa l’espressione “è venuto alla luce?”. Cristo, dunque, attraverso la luce ridona nuova vita a quanti lo accolgono. Da questa luce, ancora, i fedeli attingono a loro volta una piccola luce e processionalmente si avviano in chiesa, illuminandola, per celebrare la loro Pasqua del loro Signore.

Dicevamo che questo cero è preparato prima di essere acceso. Su di esso, a ben notare, ritroviamo alcuni segni che ci parlano di eternità. Innanzitutto risalta la croce al suo centro. Gesù, prendendo su di sé i peccati dell’umanità e, appeso ad una croce, fa dello strumento di morte la via di redenzione. Il cero “illumina” di luce nuova anche l’esperienza della morte, e ciò che sembrava essere la fine tragica di una storia si rivela un nuovo inizio di eternità per l’intera umanità.

Nella parte superiore ed inferiore della croce ritroviamo rispettivamente la prima e l’ultima lettera dell’alfabeto greco: l’Alfa e l’Omega. Con ciò si richiama che Cristo è il principio e la fine di ogni creatura.

Possiamo ritrovare ulteriori segni come dei grani di incenso o delle piccole pigne ad ornare gli estremi ed il centro della croce. Essi ricordano le cinque piaghe di Cristo, via di redenzione e custodia dei fedeli. Ancora, in alcuni casi ci possono essere delle api ornamentali. Esse richiamano la fatica ed il lavorio che, come per le api si rivela nel costruire la cera, così per l’umanità nel costruire una vita nuova.

Il cero, che si consuma lentamente nei giorni del tempo pasquale, ci manifesta, infine, che la vita è luminosa solo se donata. Come un cero, possiamo scegliere di restare belli ed ornamentali oppure di consumarci per un mondo più luminoso.

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