Nola si ferma. Nel giro di pochi giorni il Nolano torna alla ribalta ma questa volta non per motivi legati alla criminalità organizzata ma per un brutale assassinio, un fratricidio che può essere considerato a tutti gli effetti un femminicidio. A morire Noemi Riccardi, 22enne del posto, uccisa per mano del fratello Vincenzo di 25. Entrambi erano già noti per le problematiche che riguardavano i rapporti familiari (pare che pendesse anche una denuncia, ndr). Chi li conosce, però, assicura che Noemi aveva un carattere docile. Più grave la situazione del fratello che era un soggetto ritenuto pericoloso e affetto da problemi psichici. Ecco perché alla notizia dell’uccisione in molti non hanno fatto fatica a crederci ma sono piombati nello sconforto.

La storia era nota, i vicini parlavano di frequenti litigi, la polizia spingeva per far scattare le misure contro il ragazzo, erano stati allertati anche i servizi sociali e proprio in mattinata sembra che qualcosa in famiglia potesse smuoversi. Alle 15, però, il triste epilogo in via San Paolo Bel Sito a ridosso dell’ex caserma dei carabinieri: Vincenzo, in un raptus di follia, uccide a coltellate la sorella e, secondo quanto trapela, avvisa la madre con una videochiamata. La famiglia viveva a Nola da pochi anni, Noemi non aveva compagni di scuola ma si era avvicinata alla parrocchia della Stella e ogni tanto aveva lavorato in un bar nelle vicinanze. Ora il vicinato è sconvolto, i giovani dell’Azione Cattolica della parrocchia della Stella, che le erano vicini, stanno già organizzando iniziative per ricordarla e nella giornata del 20 novembre alle ore 20 si riuniscono in una veglia di preghiera. Una giovane vita spezzata che non può cadere nell’oblio.