Nata a Praga nel 1944 e stabilitasi a Londra a metà degli anni ’70, Markéta Luskačová si è affermata come una delle voci storiche più emblematiche dell’agenzia Magnum Photos, consacrando decenni della sua carriera al racconto documentario dell’infanzia. Tra gli anni ’70 e ’80 l’autrice ha portato avanti una profonda indagine visiva all’interno degli istituti scolastici dell’East End londinese e dei quartieri popolari, un percorso confluito poi nelle sue celebri raccolte dedicate al gioco, all’educazione e alla crescita dei ragazzi.
Luskačová non osserva i giovani come adulti in miniatura, né cede mai alla tentazione di una posa stilizzata o di una memoria nostalgica. Il suo metodo si fonda su un’empatia diretta e su un uso rigoroso della luce naturale in bianco e nero, trasformando il cortile scolastico e l’aula nei luoghi primari in cui si fonda la prima vera esperienza della società civile.
Nel cuore di questo scatto, la fotografa restituisce un momento di assoluta e disarmante naturalezza, cogliendo un gruppo di bambini stretti in un abbraccio spontaneo al centro del cortile. La forza visiva dell’immagine risiede proprio nella totale assenza di pose o costruzioni artificiali. Luskačová abbassa il punto di vista fino all’altezza delle spalle dei suoi piccoli soggetti, permettendo al “lettore” di entrare in un groviglio denso di braccia e abiti in lana che forma una struttura visiva solida e protettiva. Non tutti i volti sono visibili, perché l’attenzione si sposta interamente sulla gestualità, sulle mani che cercano un appoggio e sui corpi che si sostengono a vicenda. In questo spazio condiviso coesistono tratti, carnagioni ed origini differenti senza che vi sia alcuna traccia di distanza o estraneità. L’interazione fisica appare istintiva e del tutto priva di quelle categorie ideologiche, paure e sovrastrutture mentali che il mondo adulto tende frequentemente a proiettare sulla società. Il contrasto cromatico del bianco e nero accentua infine la tattilità della scena, regalando un’istantanea viva, intrisa di calore ed energia.
Questa fotografia va oltre la semplice documentazione d’archivio per configurarsi come un manifesto etico sull’importanza dell’istruzione e dell’integrazione quotidiana. In un’epoca in cui il dibattito pubblico e le istituzioni si interrogano sui confini dell’accoglienza, sull’opportunità di stabilire tetti alla presenza di studenti stranieri o sulla gestione della multiculturalità nelle aule, l’opera di Markéta Luskačová offre una prospettiva di rara lucidità. Ricorda che la scuola è, prima di ogni altra cosa, un presidio di democrazia e un terreno di fondamentale uguaglianza. Laddove la politica analizza, divide e traccia confini, l’esperienza concreta dell’educazione dimostra che l’inclusione non è un concetto astratto da regolare sulla carta, ma una realtà che germoglia dal contatto quotidiano, dal gioco e dalla conoscenza reciproca. L’abbraccio catturato dalla fotografa ceca ci insegna che quando la scuola resta un luogo aperto e garantito a tutti come diritto inalienabile, le barriere culturali semplicemente smettono di esistere.

Markéta Luskačová
(pagina Instagram di riferimento per la foto d’archivio: @magnumphotos)
[“SCATTA” È UNA RUBRICA NATA PER VALORIZZARE L’ARTE FOTOGRAFICA E RACCONTARE IL SINGOLO SCATTO E LA PROFESSIONALITÀ CHE C’È DIETRO, NON VI È ALCUNO SCOPO COMMERCIALE ALLA BASE DI QUESTO LAVORO EDITORIALE]