Nel suo celebre libro illustrato per bambini, “Il mondo a testa in giù”, Mario Ramos personifica un topolino che, dopo aver ascoltato dalla sua insegnante che il mondo è tondo, si mette in cerca di coloro che, da qualche parte, staranno a testa in giù. Vedere il mondo da un’altra prospettiva è quello che ci invita a fare il Signore Gesù nei suoi insegnamenti. Non è raro, infatti, che egli capovolge il mondo di fare e di pensare. Come non ricordare quando chiede di amare chi ci odia, di porgere l’altra guancia oppure che nella sua passione sta facendo qualcosa di nuovo? È il caso anche della lode che rivolge al Padre per aver nascosto le sue opere ai sapienti ed ai dotti per rivelarle ai piccoli.
Citiamo: “Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascoste queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli” (Mt 11,25). Come mai questo capovolgimento di mentalità? Non dovrebbero essere propri i sapienti ed i dotti a comprendere meglio la bellezza del Regno dei cieli? A dire il vero, no. I dotti ed i sapienti, infatti, rischiano di dare merito ai loro successi ed alle loro conoscenze unicamente per le loro capacità. Ciò che vi viene donato come “talento” rischia di diventare presunzione nei confronti degli altri. Con questo non si vuole minimamente sminuire la capacità innata di alcuni, ma ciò che veramente conta è il saper far spazio alla novità.
Un piccolo, infatti, come citerebbe Povia, sa sorprendersi, sa fare “ohhh”, non da nulla per scontato. Dio si rivela, e rivela le sue grandezze, a chi ha questa capacità fanciullesca. I piccoli, ancora, desiderano crescere, non si accontentano; i bambini guardano all’adulto, lo imitano, desiderano fare cose “da grandi”. E non è ciò che dovrebbe fare ogni cristiano nel guardare l’esempio datagli dal Signore? I bambini, infine, sanno litigare e far pace in un istante. I grandi no. I grandi mantengono orgogliosamente questioni aperte senza andare oltre.
Ha ragione Ramos: guardare il mondo a testa in giù, da un’altra prospettiva, ci potrebbe insegnare qualcosa di nuovo. Diamo volto a questa Parola, riscopriamo l’essere bambini, piccoli, capaci di meravigliarci. E per concludere, non possiamo non citare il Piccolo Principe: “Tutti sono stati bambini, purtroppo molti se lo dimentichino!”.