Nel 1972, mentre il pubblico di tutto il mondo seguiva le Olimpiadi di Monaco attraverso il tubo catodico, Harry Gruyaert compì una scelta controcorrente. Anziché raggiungere i campi di gara come la maggior parte dei fotoreporter, decise di fotografare direttamente il televisore della sua abitazione a Londra, alterando le impostazioni dell’antenna e della modulazione cromatica. Nacque così la celebre serie TV Shots, una ricerca visiva che all’epoca scosse le convenzioni del reportage tradizionale e che oggi si rivela di una lungimiranza sconcertante.
Nel fotogramma del tuffatore, immerso in una dominante blu satura e attraversato dalle linee di scansione del segnale, la figura umana perde la sua concretezza fisica per trasformarsi in pura materia luminosa. Gruyaert non documenta semplicemente la disciplina sportiva, ma indaga il dispositivo che la trasmette, mostrando come la tecnologia modifichi la percezione stessa degli eventi.
Questa riflessione si inserisce con forza nel dibattito della società contemporanea. Se negli anni Settanta la televisione rappresentava la principale finestra sul mondo, oggi quella stessa mediazione si è capillarizzata e moltiplicata attraverso gli schermi dei dispositivi portatili. La fruizione quotidiana dell’attualità, della politica e dell’arte avviene costantemente mediante l’interfaccia di un display, in un flusso continuo di contenuti compressi e rielaborati.
Sperimentando con l’estetica del disturbo visivo e la saturazione del colore, il fotografo belga ha anticipato la sensibilità digitale contemporanea, caratterizzata dalla proliferazione di filtri, alterazioni cromatiche e narrazioni per immagini. La serie TV Shots ci invita ad interrogarci sul confine tra l’esperienza diretta della realtà e la sua rappresentazione, offrendo una chiave di lettura preziosa per comprendere l’impatto degli schermi sulla nostra costruzione del reale.

Credits Photo Harry Gruyaert
(pagina Instagram: @harry_gruyaert)
[“SCATTA” È UNA RUBRICA NATA PER VALORIZZARE L’ARTE FOTOGRAFICA E RACCONTARE IL SINGOLO SCATTO E LA PROFESSIONALITÀ CHE C’È DIETRO, NON VI È ALCUNO SCOPO COMMERCIALE ALLA BASE DI QUESTO LAVORO EDITORIALE]