La gara di calcio Italia-Israele finisce al centro delle polemiche politiche. La gara, valevole per le qualificazioni ai prossimi campionati mondiali, è ospitata nello stadio di Udine ma il primo cittadino ha mostrato subito la sua contrarietà. “Inopportuno giocare – ha dichiarato il sindaco Alberto Felice De Toni in un’intervista rilasciata al Messaggero Veneto – di fronte a un dramma che non ha eguali negli ultimi ottant’anni, dico di fermarsi”.
Una presa di posizione però duramente criticata dal senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, citato dall’Espresso: “Lascia veramente sgomenti che il sindaco di Udine, finendo oggettivamente per alimentare tensioni di ordine pubblico, si sia schierato irresponsabilmente sulla sponda di coloro che nemici di Israele finiscono per camminare accanto ai fautori dell’antisemitismo. Il diffondersi dell’opposizione alla condotta israeliana a Gaza è una vera e propria insorgenza di antisemitismo che vede la sinistra, il Pd, in prima linea con una condotta gravissima”.
A chiedere di escludere Israele dalle competizioni sportive è stata l’Assocalciatori ma il ministro dello Sport, Andrea Abodi, ha chiarito l’impossibilità di questa opzione. Dello stesso parere anche i vertici calcistici nazionali che intendono continuare regolarmente secondo i programmi della Fifa.