Il salario minimo in Italia è realtà ma solo per il Comune di Genova che, con lungimiranza, ha approvato una norma comunale che ha dettato le prime linee in materia. Approvate dalla giunta comunale, infatti, le linee d’indirizzo per la tutela della retribuzione minima salariale nei contratti del Comune di Genova. Le linee guida prevedono che, in tutti gli affidamenti di appalto o concessioni, di lavori, servizi e forniture (indipendentemente dal valore economico), l’amministrazione comunale osservi particolare attenzione all’applicazione del contratto collettivo nazionale sulle tutele economiche e normative. In caso di procedura di gara con aggiudicazione al miglior rapporto qualità prezzo, è inserito, tra i criteri di valutazione, l’impegno dell’appaltatore a garantire al proprio personale nell’esecuzione dell’appalto una retribuzione oraria lorda non inferiore a 9 euro lordi.
“Questa delibera ha per me un valore simbolico fortissimo – ha commentato la sindaca Silvia Salis – È una promessa che avevamo fatto in campagna elettorale, per fermare il lavoro povero pagato con i soldi pubblici, e la stiamo mantenendo. Genova deve essere un esempio, il lavoro non è una voce di bilancio da tagliare. È ciò che dà dignità alla nostra città“.