In un luogo nascosto: “la sacrestia”

La sacrestia è uno dei luoghi meno visitati della chiesa ma anche uno dei più importanti

di Padre Raffaele Abagnale

Ci sono luoghi nascosti, di cui probabilmente ignoriamo l’esistenza, eppure hanno una importanza vitale che nemmeno riusciamo ad immaginare. È il caso, in questo viaggio nell’edificio sacro, della sacrestia. Spesse volte nascoste, quasi sempre buia e disabitata, essa rappresenta uno scrigno incalcolabile di ricchezza.

L’etimologia del suo nome (che può variare dal più comune “sacrestia” a “sagrestia” o “sacristia”) sta a significare il luogo che custodisce gli oggetti sacri. Già da queste poche battute capiamo bene che essa è tutt’altro che un ambiente insignificante. Lo stesso fatto che sia abitualmente nascosta allo sguardo del visitatore, ci indica che va cercata e, per questo, scrutata in tutta la sua preziosità.

Entrare in sacrestia significa entrare nel mistero, in ciò che ci serve per poter fare l’esperienza col sacro. Essa custodisce tutto l’arredo sacro, dal calice ai paramenti, dai libri liturgici ai lini per l’altare, ecc. Ma perché tener nascoste queste cose? Non si possono tener pronte all’uso? È semplicemente una questione di ordine maniacale oppure vuole dirci altro? La risposta, per quanto possa sembrare scontata, così scontata non è.

Se certamente avere un ordine nella conservazione degli oggetti sacri è decoroso e rispettoso, dall’altra ci invita ad avere un rapporto rispettoso con le cose ed il tempo. Per le cose, perché sono ad uso della sacralità del rito; per il tempo, perché ci fanno dare valore ad una storia che ci viene consegnata ma, e credo sia ancora più importante, perché sappiamo attendere il tempo giusto per poter utilizzare, vedere, toccare, gustare la bellezza al tempo opportuno. Quest’ultimo punto, probabilmente può dirci molto sul cammino interiore dell’uomo.

Vivendo in un mondo del “tutto e subito”, dell’utilizzo delle cose “usa e getta”, è necessario riscoprire la necessità di saper custodire e gestire le relazioni, le persone, e persino la stessa vita. Abbiamo perso, ahimè, il gusto dell’attesa, un’attesa che non è perdita di poter nel voler ottenere ciò che si vuole, ma di poter dare valore e gusto. Un esempio banale: non mangiamo le stesse cose 365 giorni l’anno? E non è migliore la frutta di stagione? Capiamo bene la contraddizione del nostro vivere. Pur riconoscendo la bontà di ciò che si deve attendere da una stagione all’altra, preferiamo barattare il valore col potere di possedere.

La sacrestia, in questi termini, ci ricorda la preziosità di sapere attendere di poter vedere questo e quell’altro arredo sacro nel tempo e nella liturgia appropriata. Ma c’è di più! Essa, come dicevamo, ci aiuta a custodire. Anche in questo caso dobbiamo riconoscere che, per quanto bene possano fare i media ed i social, la fatica di custodire la nostra intimità. Viviamo in una società che soffre l’ansia di dover condividere l’attimo che vive e, ancor prima di gustarlo, lo abbiamo già postato perché altri possano guardarlo. Che sia per condivisione o per ansia di prestazione e megalomania dell’essere, la vita ha un angolo privato che va sempre più difeso e custodito.

Ancora una volta viviamo nel mondo delle contraddizioni. Facciamo leggi sempre più sottili sulla privacy, eppure pubblichiamo sempre più della nostra vita privata. Basta aprire una pagina social per capire dove sei o dove sei stato, com’è fatta la tua casa o quali sono i tuoi gusti estetici. Attenzione! Con ciò non si sta demonizzando la vita social, si sta solo sottolineando che forse, e sottolineo forse, dobbiamo riscoprire la bellezza di una stanza che sappia custodire la bellezza del nostro essere.

Vogliamo concludere questo viaggio proprio in sacrestia. La scoperta dei luoghi che parlano devono aiutarci ad entrare sempre più nella bellezza della nostra vita. Non siamo merce che tutti hanno il diritto di acquistare, siamo il capolavoro di Dio che ha la vocazione alla felicità. E voi, che avete intrapreso questo viaggio, sappiatelo custodire perché nella sacrestia del vostro cuore c’è un tesoro incalcolabile: ci siete voi. Buon viaggio.

Altri articoli

Lascia commento

081News.it è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Nola al n.2/14.

Eventuali segnalazioni possono essere inviate a redazione@081news.it o sui social ai contatti con nome Zerottouno News.
La testata è edita e diretta da Aniello “Nello” Cassese, sede legale in Liveri (NA) – via Nazionale n.71, sede operativa in Nola (NA) – via Giordano Bruno n.40.

Close Popup

Questo sito web utilizza cookie o tecnologie simili per finalità tecniche e, con il tuo consenso, anche per altre finalità come specificato nella cookie policy. Puoi liberamente prestare, rifiutare o revocare il tuo consenso in qualsiasi momento. La chiusura del banner comporta il consenso ai soli cookie tecnici necessari.

Close Popup
Privacy Settings saved!
Impostazioni

Quando visiti un sito Web, esso può archiviare o recuperare informazioni sul tuo browser, principalmente sotto forma di cookies. Controlla qui i tuoi servizi di cookie personali.

Questi cookie sono necessari per il funzionamento del sito Web e non possono essere disattivati nei nostri sistemi.

Cookie tecnici
Per utilizzare questo sito web usiamo i seguenti cookie tecnici necessari: %s.
  • wordpress_test_cookie
  • wordpress_logged_in_
  • wordpress_sec
  • wordpress_gdpr_cookies_allowed
  • wordpress_gdpr_cookies_declined
  • wordpress_gdpr_allowed_services

Rifiuta tutti i Servizi
SALVA
Accetta tutti i Servizi
error:
-
00:00
00:00
Update Required Flash plugin
-
00:00
00:00