Secondo il Dipartimento di Protezione Civile un “incendio boschivo” è “un fuoco che tende ad espandersi su aree boscate, cespugliate o arborate oppure su terreni coltivati o incolti e pascoli limitrofi alle aree” (quando il fuoco si trova vicino agli edifici, si parla invece di “incendi di interfaccia”). Un incendio boschivo manda in fumo decine di ettari di vegetazione preziosa arrecando seri danni ad ecosistemi storici. In Italia, in un modo o nell’altro, tutte le regioni sono interessate dal fenomeno. Il periodo più delicato resta l’estate.
I Vigili del Fuoco, solo nel giorno di Ferragosto 2025, hanno messo a disposizione 5.000 operatori. Dal 1° gennaio al 31 luglio 2025, i Vigili del Fuoco hanno effettuato 572.594 interventi totali di ogni tipo, con una media di 2.700 al giorno, tra cui 56.286 incendi boschivi (con un aumento dell’11% rispetto al 2024). Le regioni più colpite sono state Sicilia, Calabria, Campania, Sardegna, Lazio e Puglia. Secondo l’ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale, solo nel 2024 l’Italia è stata colpita da incendi boschivi per una superficie complessiva di 514 km2, ovvero quasi la metà della superficie di Roma. I dati di quest’anno, in fase di monitoraggio, potrebbero essere ancora più allarmanti.