In una realtà umana dominata dal culto di un conformismo basato su un’apparenza tranquilla e una normalità disumana è sempre un atto di eroismo essere sé stessi senza essere tacciati di pazzia. Un’altra lezione di vita è offerta dalla professoressa Guendalina Middei.
CENNI BIOGRAFICI L’autrice romana Guendalina Middei (nata a Roma nel 1992), fin da adolescente coltiva la sua grande passione per la letteratura e la cultura classica. Laureata in Lettere e con un master in Giornalismo culturale, ha scritto per diversi giornali e riviste tra cui “Critica Letteraria” e “Culturificio” e “Sintesi Dialettica”.
Nel 2019 ha aperto la pagina Facebook Professor X e nel 2022 il relativo profilo Instagram @ilprofessorx: oggi entrambi risultano punti di riferimento per oltre cinquecentomila lettori appassionati o incuriositi dalla letteratura.
L’esordio come scrittrice è il romanzo storico “Clodio” (Navarra Editore, 2022) mentre più recenti sono i saggi “Innamorarsi di Anna Karenina il sabato sera. L’arte di leggere i classici in dieci brevi lezioni“(2024) e “Sopravvivere al lunedì mattina con Lolita“ (2025), entrambi pubblicati da Feltrinelli. Il romanzo drammatico “Intervista con un matto” è pubblicato da Navarra Editore nel 2023 ed è il secondo libro scritto dall’autrice.

“Senza la possibilità di scegliere, non varrebbe la pena di vivere”.
TRAMA Roma, 2023. Un giovane musicista di cui non sapremo mai come si chiami e rinchiuso da sedici anni in un manicomio criminale, decide di raccontare la sua storia: un racconto di torbide passioni e violente ambizioni fino al debutto alla Scala di Milano.
Gli anni del conservatorio sono anni di formazione musicale e personale: a poco a poco e nonostante i conflitti della sua anima travagliata, la maestria e la finezza in campo musicale emergeranno malgrado il giovane abbia un carattere chiuso e asociale da renderlo pressocché irrilevante agli occhi di musicisti, colleghi e delle poche persone che frequenta.
Una vita sempre in lotta con sé stesso, alla ricerca di una centralità che tanto desidera e che stenta a raggiungere. In un perenne dualismo tra fare e non fare, credere e non credere, attraverso la sua musica saprà dare riscatto alla sua vita vana, ad appagare i suoi desideri, primo tra tutti vincere il più prestigioso dei premi musicali, ma tutto questo a un prezzo altissimo.
La tragica sorte del suo Maestro e della donna amata lo trascineranno al fondo di un’angoscia esistenziale che lo porterà in manicomio, al cospetto di un’umanità disperata con cui sarà costretto a dialogare, alla ricerca di una via d’uscita. Il tentativo di far comprendere che non è pazzo si scontrerà con l’indifferenza dei medici e la brutalità del personale ma l’interesse del dottor Longhi, luminare della psichiatria, condurrà verso un finale inaspettato.

“Crede che debba essere per forza pazzo per essere finito in un posto come questo? […] Ma non si lasci ingannare dalle apparenze, forse hanno ragione e pazzo lo sono davvero. In fondo se non fossi pazzo, come avrei potuto sopravvivere a tutto questo?”
ANALISI In uno stile descrittivo in terza persona che sfrutta il resoconto in flashback, l’autrice conduce il lettore in un viaggio dove si confrontano e si scontrano follia e normalità, umanità e disumanità, desiderio di vivere e rassegnazione ad essere emarginati. Il protagonista alla fine della storia risulta colpevole solo di essere un uomo che pensa e sente troppo intensamente in una società che ancora non è guarita dalla sua miopia. La schiettezza delle descrizioni ed il finale sorprendente possono turbare menti che temono di andare oltre la superficie, ma chi ancora si esercita a mantenere mente acuta e cuore aperto contro una realtà in degrado totale non potrà non cogliere la lezione di vita ponendosi, dopo aver chiuso il libro, il più temuto dei quesiti: “e se fosse successo a me?”.
“Quelli che ballavano erano visti come pazzi da quelli che non sentivano la musica”
(Friedrich W. Nietzsche)
I VERI MATTI Sui suoi profili social e web, l’autrice racconta della sua esperienza diretta con la malattia mentale, diagnosticata a vent’anni come Neuropatia Autonomica, e punta il dito sulla superficialità di medici e sedicenti esperti tendenti a liquidare il fatto con una diagnosi di ‘pazzia’ da curare con TSO e internamento in un ospedale psichiatrico.
Una diagnosi frettolosa e sbagliata, il pregiudizio che se una donna “sta male” è sicuramente perché le manca un uomo: questo è stato il preludio di un periodo, breve ma non meno grave, di autentico inferno fisico e psicologico. Poi finalmente arrivò la diagnosi corretta e la giusta terapia. Il recupero non è semplice ma riesce appieno, anche e soprattutto grazie a quella che la Middei definisce tutt’ora la più efficace delle cure: i libri.
Il percorso che ha portato alla creazione del suo secondo romanzo è stato un vero e proprio viaggio in salita che si è dovuto più e più volte scontrare con un sistema miope che vuole sempre impedire, ad una donna in particolare, focalizzare l’attenzione sui problemi interni alla società stessa che preferisce voltare la faccia e zittire chi non si arrende ad un belante conformismo da gregge.
Con un romanzo che mette in luce – nella finzione letteraria ma con chiaro riferimento all’esperienza personale nella realtà – il conflitto fra follia e normalità, tra volontà e rassegnazione, tra responsabilità e colpa, Guendalina Middei si riconferma una preziosa fonte di lezioni di vita per chi ancora vuole essere libero grazie al potere curativo delle pagine da sfogliare.

“Intervista con un matto non è soltanto un libro, c’è la mia storia dentro e la storia di tutti quelli etichettati dalla società come «diversi» o «strani», di tutti i dissidenti e i liberi pensatori rinchiusi, crocifissi, vessati da un sistema che ha fatto del conformismo la sua unica religione. Questo libro lo dedico a tutti gli strani, i solitari, i ribelli, a tutti quelli che vedono le cose in modo differente e si sentono fuori luogo in questa società che ha fatto della superficialità un vanto e del conformismo una moda. Perché i veri matti – l’ho capito con il tempo – «sono quelli del manicomio che stanno dall’altra parte del muro»”. (Guendalina Middei). Il libro è reperibile sul web.
DA LEGGERE… PER ESSERE LIBERI.