Attuale presidente del Comitato regionale della pallavolo della Campania, membro del Consiglio Nazionale del Comitato Italiano Paralimpico, vice presidente del Para Volley Europe e, probabilmente, la voce più autorevole del Sitting Volley. Guido Pasciari, nolano doc, è un dirigente del volley italiano di lunga data e tra le personalità del panorama nazionale e regionale che meglio può analizzare questo successo.
“Vincere dopo aver vinto le Olimpiadi è sicuramente un risultato storico, forse leggendario – afferma il presidente Pasciari – parliamo di un gruppo di donne fantastiche e uno staff eccellente che hanno dato una prova di forza e di tecnica ma soprattutto di programmazione. Questa nata non è nata dall’improvvisazione ma da un percorso fatto da atlete partite dal Club Italia. Un esempio che anche altre federazioni stanno cercando di imitare. Mi auguro che questo possa essere uno stimolo maggiore per far crescere tutto lo sport. Attualmente siamo campioni del mondo per la categoria femminile ma anche maschile. A breve inizia il mondiale maschile e chissà che non bissino anche gli uomini il successo. Ai nostri politici dico che ora bisogna fare un piano serio per lo sport italiano, bisogna aprire le strutture per i nostri giovani. Non è possibile che la più piccola società d’Italia, così come la più grande, abbia ancora il problema di avere strutture a disposizione. Mi auguro, quindi, che la vittoria di questo titolo mondiale che, credo passerà alla storia, possa aprire le menti dei nostri amministratori e, allo stesso tempo, rilanciare il mondo sportivo anche nelle scuole“.
“E’ la nazionale femminile più forte di tutti i tempi ma probabilmente vale per tante altre discipline di sport di squadra – ha aggiunto Pasciari – la cosa più importante, quella che mi fa dire che queste nostre ragazze siano le più forte di tutti i tempi, è che questo successo è arrivato nonostante siano state sostituite giocatrici importanti con ragazze altrettanto forti ma che magari non avrebbero immaginato di trovarsi già a questi livelli”.
“Io sono un vecchio allenatore di pallavolo – sottolinea ancora il presidente – il mio ricordo dell’arrivo di Velasco in Italia è nitido. Ha preso in mano la nazionale maschile ereditando la gestione di Skiba che aveva creato un gruppo giovanile fortissimo. Questo gruppo lui lo ha plasmato portandolo ad essere la squadra immagine dello scorso secolo, campioni mondiali ed europei. Purtroppo gli è mancata la medaglia olimpionica. Lui stesso ha dato le dritte per il Club Italia, fucina per i talenti da crescere, ed è sempre stato vicino alla federazione. Nei miei venti anni di consigliere federale ricordo bene i suoi interventi che lasciavano tutti a bocca aperta. Non a caso, è anche formatore nelle migliori aziende. Un paio di anni la squadra era un po’ in subbuglio e solo Velasco poteva prendersi questa patata bollente. Lo ha fatto, ha sistemato tutto, non solo da un punto di vista tecnico. Fuori dalla palestra soprattutto, con ogni singolo atleta e con tutto il gruppo, con uno staff altamente professionale. La vittoria alle Olimpiadi è sembrata a tutti un miracolo. A Julio questo non è bastato. Ha perso atlete importanti, come ad esempio Bosetti, ma non si è dato per vinto. E’ andato in giro in tutte le serie a visionare le giocatrici. Ora tutti lo applaudono ma per noi del settore, che sappiamo da dove arrivano alcune di queste atlete, dall’A2 e dalle giovanili, questo successo ci fa capire davvero chi è Velasco. Basta fermarsi e ascoltare uno dei suoi timeout per capire cosa significa essere un grande allenatore“.
Un sistema, quello della pallavolo, che però vive molto di territori e di progetti locali. Uno su tutti quello di Nola che negli anni ha offerto tantissimi professionisti alla federazione ed ha portato il sitting volley in alto in patria e in Europa. “Nola è diventata probabilmente la realtà più invidiata nel sitting volley perchè vince tutto da 6 anni e a livello europeo è al quinto posto, non è cosa da poco – dice con orgoglio Pasciari, anche presidente della società nolana di sitting – quando giro per il mondo io porto sempre Nola dovunque. Ho avuto questa carriera politico sportiva bellissima e quando ho cominciato ero riconosciuto anche perchè Nola era una delle poche realtà ad avere una squadra femminile ed una maschile in competizioni nazionali. Questa cosa al tempo fece rumore e ci fu attenzione su me e su questo fenomeno sportivo. Sono arrivati tanti risultati ma, come tutte le cose della nostra città, purtroppo c’è stato uno stop e dopo il Covid non abbiamo più ripreso. Andiamo avanti con le giovanili, mentre con il Sitting restiamo sempre ad un livello altissimo. Ad oggi almeno 10 sportivi del Sitting del Nola, tra donne e uomini, indossano la maglia della nazionale“.
Ma non solo sportivi e atleti. Nola ha negli anni consolidato un posto di rilievo anche nel management pallavolistico fornendo a più riprese professionisti alle squadre maggiori e giovanili. In questa spedizione, per esempio, giornalista dello staff della Federazione al seguito della Nazionale campione del mondo c’era il giornalista nolano Nicola Alfano. “Ha cominciato con noi ed è cresciuto tantissimo negli anni portando avanti un brand che ormai porta in Europa e venendo attenzionato dalla Federazione per la Nazionale – aggiunge Guido Pasciari – oggi può dire con orgoglio di essere campione del mondo perchè persone come lui in un contesto di un mondiale dove si sta fuori per mesi servono, con i loro servizi per tv e giornali, per stabilire un rapporto con gli atleti, soprattutto in quei momenti in cui è necessario sdrammatizzare tesi e duri, sportivamente parlando. Ma come lui posso citare anche Mauro Fedele, che è stato medico delle nazionali giovanili di Marco Mencarelli ed ha vinto a livello giovanile tutto quello che si poteva vincere. Tutte le mie cariche sono indossate con la mia nolanità. Non parlo inglese ma a livello internazionale mi comprendono bene. Abbiamo uno spirito nolano, e più esteso a livello napoletano, che ci fanno essere sempre sul pezzo. Questo è una cosa che spero arrivi anche alle nuove generazioni. Forse ai giovani oggi manca la vocazione. C’è bisogno di tanto lavoro e di tanti pizzichi sulla pancia. Essere ancora in giro per me è una soddisfazione, vorrei lo fosse anche per Nola“.
Poi un commento sul futuro del volley: “La pallavolo italiana ha un futuro più che roseo, ormai questi successi ci stanno proiettando ovunque e siamo considerati come la federazione più forte presente in Italia. I numeri portano sempre la federazione calcistica in cima ma a volte i numeri non considerano la qualità dei fatti. Noi, ad esempio, quest’anno abbiamo vinto il mondiale femminile e ci giocheremo quello maschile ma nel frattempo abbiamo già vinto tutto a livello giovanile. Il fatto stesso che la nostra federazione sia una delle poche ad avere comitati regionali e territoriali ovunque dimostra come il pensiero centrale federativo riesce ad arrivare bene in tutti i territori. Immaginate quindi quanto possa investire la federazione sulla formazione, dai dirigenti ai tecnici, passando per la classe arbitrale. Abbiamo istituito il safeguarding per la tutela dei tecnici e degli atleti contro i casi di bullismo. L’anno prossimo la federazione abbatterà il vincolo sportivo a tutela dei giovani che possono decidere dove giocare“.
“La pallavolo campana – aggiunge in chiusura – viene da un commissariamento nel 2019 e ora, sotto la mia presidenza, il comitato regionale contra circa 300 società e quest’anno ben 107 squadre parteciperanno ai campionati regionali. Napoli ha circa 120 società affiliate ed ha un’attività quotidiana enorme, soprattutto a livello giovanile. Per poter decollare ci mancano gli impianti. Siamo bloccati da una burocrazia ottusa che ancora vieta l’utilizzo delle palestre scolastiche. A Nola, ad esempio, ci sono tante palestre della Città Metropolitana annesse alle scuole superiori e poi altre più piccole, oltre ad una più grande alla scuola Merliano che impropriamente viene chiamato palazzetto dello sport. Tuttavia, anche se ci sono alcuni requisiti per questa denominazione, questa struttura resta una palestra. Ogni anno, per poter utilizzare bisogna attendere tantissime autorizzazioni. Ma anche a Nola l’attività sportiva è molto fiorente, tra calcio, basket, volley e tanti sport. Quest’anno, oltre a partecipare a tutti i campionati giovanili di pallavolo, prendiamo parte a due campionati di Seconda Divisione maschile e femminile, due Serie A1 di Sitting Volley, torneremo a giocare la Champions League maschile di Sitting Volley e, per la prima volta, disputeremo anche l’Eurolega femminile di Sitting. Vi invito, però, a vedere dove facciamo le nostre attività. Quando vedrete la struttura della scuola Giordano Bruno vi chiederete come facciamo a ottenere quello che otteniamo. Io dico che è fortuna ma in realtà so bene che i sacrifici, il cuore e la passione dei nostri atleti e delle loro famiglie sono fondamentali per questi risultati. Spero che ci sia un futuro migliore per lo sport nella nostra città“.