La poetessa Yuleisy Cruz Lezcano ha scritto una poesia per l’operaio morto ad Ischia scivolando da un tetto mentre era al lavoro. La scrittrice si è detta “profondamente colpita dalla recente tragedia accaduta a Ischia, sento il bisogno urgente di dare voce, attraverso la poesia, a un dolore che riguarda tutti noi“. Per questo ha deciso di scrivere “una poesia dedicata all’operaio morto sul lavoro, un testo nato dal cuore, con l’intento di onorare la sua memoria, esprimere solidarietà ai suoi cari e sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema che troppo spesso viene dimenticato o relegato ai margini“.
Yuleisy Cruz Lezcano è una poetessa, scrittrice e professionista della salute originaria di Cuba, residente a Marzabotto, in provincia di Bologna. Laureata in Scienze Biologiche e successivamente in Scienze Infermieristiche e Ostetriche presso l’Università di Bologna, ha unito la formazione scientifica a una profonda vocazione umanistica. Attualmente frequenta un master universitario di secondo livello in Gestione della violenza in ambito sociale, sanitario ed educativo, tema su cui è attivamente impegnata anche attraverso un progetto educativo itinerante che promuove la sensibilizzazione contro la violenza sulle donne. Autrice prolifica, ha pubblicato 18 libri, alcuni dei quali in edizione bilingue (italiano/spagnolo e spagnolo/portoghese), ricevendo premi e riconoscimenti in numerosi concorsi letterari nazionali e internazionali.
IL TESTO DELLA POESIA
Un vento debole
sfiora le impalcature,
sussurra segreti alle lamiere calde.
Sul tetto, l’ora si piega
senza rumore come un respiro
che si spezza in gola.
Un volto piegato, ritagliato
a forma d’oggetto
non guarda più il cielo,
non chiede nulla ai sogni.
I suoi occhi, specchi rotti di vetro,
riflettono il giorno cucito male.
La vita svenduta
ai demoni dei trasogni,
mercanti che comprano carne
e pagano in nebbia.
Un passo soltanto
come inciampare nel nulla
cadde la vita sul punto
nel buio della frase.
L’essenza sua galleggiava
è un fantasma tra le travi.
Una giacca inginocchiata a terra,
un casco rovesciato
sulla giustizia,
coperta di polvere,
che non si volta.
Non potere più parlare
è un atto difficile
da raccontare con parole.