Almeno 15 ospedali italiani hanno il 100% di ginecologi di obiettori di coscienza nel proprio organico. Il dato emerge dall’indagine “Mai dati!” presentata nei giorni scorsi in anteprima durante il Congresso Nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, a cura di Chiara Lalli, docente di Storia della Medicina, e Sonia Montegiove, informatica e giornalista. La ricerca è stata elaborata per constatare quanto sia applicata in Italia la legge 194 che afferma che l’obiezione non deve essere di struttura e che il servizio di aborto va garantito.
Il dato, sottolineano i curatori dell’indagine, non compare nella Relazione sulla legge 194/78 del Ministero della Salute che, aggregando i dati per Regione, di fatto non rende pubbliche le percentuali di obiettori sulle singole strutture. Secondo la Relazione, infatti, il massimo di obiettori che risulta è dell’85,8% in Sicilia. Oltre alle 15 strutture ospedaliere in cui il 100% dei ginecologi è obiettore, ci sono 5 presidi in cui la totalità del personale ostetrico o degli anestesisti è obiettore, 20 ospedali con una percentuale di medici obiettori che supera l’80% e 13 in cui tra tutto il personale almeno l’80% è obiettore.
Nella mappa elaborata grazie ai dati della ricerca risulta, ad esempio, che in Campania l’ospedale di Sarno ha una percentuale di obiettori di coscienza dell’87.5%, quasi la totalità del personale addetto. Dieci le Regioni in cui c’è almeno un ospedale completamente “obiettore”: Lombardia, Liguria, Piemonte, Veneto, Toscana, Umbria, Marche, Basilicata, Campania, Puglia. I dati non sono arrivati da tutte le ASL ancora ma, ad esempio, è già ampiamente conosciuto che il caso più grave è quello del Molise con un solo medico non obiettore in tutta la regione e in procinto di andare in pensione.
“Emerge una grande anomalia – sottolinea Chiara Lalli a Wired – Anestesisti e personale non medico possono obiettare, se l’articolo 9 della legge prevede questa possibilità solo per chi svolge attività specificamente e necessariamente dirette a determinare l’interruzione di gravidanza e non per quelle antecedenti o conseguenti? E quando sono tutti obiettori che si fa? Si chiamano figure esterne? O si interrompe il servizio anche in quei casi? Ci sorprende la scarsa adesione riscontrata e soprattutto alcune risposte, come chi si è appellato al Covid o al diritto alla privacy. Ma noi chiediamo solo numeri, non nomi e cognomi”.