La fotografia della settimana ci proietta nel cuore di “Karelia: Miracles & Co”, uno dei progetti più provocatori di Joan Fontcuberta. In questo scatto, monaci ortodossi sembrano sfidare le leggi della fisica camminando sulle acque di un lago finlandese con una naturalezza disarmante. Ma non lasciatevi ingannare, quello che state guardando è un falso d’autore.
Lo scatto, realizzato con un bianco e nero sgranato che imita lo stile del reportage d’inchiesta degli anni ’70, fa parte di un’accurata messinscena ambientata nel monastero di Valamo. Qui, Fontcuberta non si limita a scattare, interpreta lui stesso uno dei monaci, mimetizzandosi nell’opera per dare credibilità all’inganno. La composizione gioca su un orizzonte statico ed una luce naturale piatta, elementi scelti deliberatamente per privare l’immagine di enfasi artistica e ammantarla di un’aura “documentaria” ed oggettiva. È la costruzione clinica di un miracolo a favore di obiettivo.
Fontcuberta non è un semplice fotografo, è un “agente provocatore” che ha dedicato la carriera a costruire mostre intere basate sul dubbio. Ha inventato costellazioni fatte di polvere, ha documentato l’esistenza di animali mitologici mai esistiti (come i suoi celebri “Sputnik” o i “Fauna”) e, in questa serie, ha creato una vera e propria “scuola di miracoli”, accompagnando le foto con testi teologici fittizi e prove pseudoscientifiche che hanno ingannato persino critici e testate autorevoli.
L’opera di Fontcuberta è un atto di guerriglia contro la nostra pigrizia mentale. Egli sfrutta la “fede” che ancora nutriamo verso l’immagine fotografica per dimostrare che, se una scena è ben impacchettata, siamo disposti a credere a tutto.
È proprio qui che la sua arte diventa la metafora perfetta del sistema dell’informazione contemporanea. La mostra “Miracles & Co” ci dice che oggi la verità è stata sostituita dalla “notiziabilità”. Non importa se i monaci camminano davvero sull’acqua, importa che la foto sia abbastanza potente da diventare virale, da essere spettacolarizzata, da trasformarsi in uno show visivo.
In un mondo dove la notizia deve prima di tutto colpire allo stomaco, Fontcuberta ci ricorda che la fotografia mente sempre. Scegliere questo scatto significa celebrare l’inganno per ricordarci di cercare la verità oltre la superficie lucida dello spettacolo.

Credits Photo Joan Fontcuberta
(pagina Instagram: @joanfontcuberta)
[“SCATTA” È UNA RUBRICA NATA PER VALORIZZARE L’ARTE FOTOGRAFICA E RACCONTARE IL SINGOLO SCATTO E LA PROFESSIONALITÀ CHE C’È DIETRO, NON VI È ALCUNO SCOPO COMMERCIALE ALLA BASE DI QUESTO LAVORO EDITORIALE]