EsteriPunti di VistaKabul è caduta, abbiamo fallito

Nello Cassese Nello Cassese16 Agosto 20214 min

Kabul è caduta, come era prevedibile. I Talebani hanno riconquistato dopo 20 anni il potere in Afghanistan ed hanno restaurato l’Emirato Islamico. Era il maggio appena scorso quando il neo presidente Joe Biden annunciava il ritiro delle truppe americane dell’Afghanistan: “Sono il quarto presidente americano a guidare un contingente americano in Afghanistan, non farò in modo che ce ne sia un quinto“. A ruota poi seguirono tutti gli altri Paesi, tra cui anche l’Italia che lasciava il Paese dopo 20 anni e 48 morti in combattimento. In tutti questi anni il contingente occidentale a guida USA ha sostenuto il governo democratico afghano ed ha addestrato l’esercito regolare, lo stesso esercito che si è sciolto come neve al sole dinanzi alla nuova avanzata dei Talebani appena l’Occidente ha evacuato i suoi militari dal Paese. Gli stessi americani avevano pronosticato che Kabul potesse cadere entro 3 mesi, ma la capitale è caduta dopo pochi giorni e il presidente Ghani è scappato lasciando issare la bandiera Talebana sul palazzo presidenziale.

I Talebani nel palazzo presidenziale a Kabul – La Vanguardia

Nell’opinione degli americani la guerra in Afghanistan non è stata un fallimento, non è stata un “nuovo Vietnam”, ma la realtà dice tutt’altro: dopo oltre 100 miliardi di dollari spesi e migliaia di americani morti, sostanzialmente gli States hanno abbandonato gli afghani al loro destino fuggendo frettolosamente dall’ambasciata a bordo degli elicotteri militari. Assieme a loro tutti i contingenti occidentali, ovviamente. La storia dell’Afghanistan, purtroppo, è costellata da decenni di guerre intestine, invasioni straniere, governi traballanti, bombardamenti e distruzioni. Nel 1979 è stato il turno della Russia (all’epoca ancora URSS) attaccare l’Afghanistan tentando di ammansirla e renderla stabile per proteggere i suoi confini. Nel 2001 fu poi la volta degli USA che, cogliendo l’occasione della fuga di Bin Laden in Afghanistan, dopo gli attentati dell’11 settembre invasero il Paese con l’obiettivo di eliminare il terrorismo internazionale e punire il regime Talebano, nato proprio dalle ribellioni di quei mujahideen le cui attività gli stessi americani avevano finanziato per cacciare i russi anni prima. Il nemico del mio nemico è mio amico, insomma.

Un frame di un video molto diffuso sui social: decine di afghani tentano di scappare aggrappandosi agli ultimi aerei disponibili

Ora, dopo miliardi spesi, migliaia di morti, gli americani e l’Occidente hanno fallito: il sostrato culturale-religioso afghano non è stato abbastanza coinvolto e plasmato per far sì che un vero Governo potesse guidare alla rinascita l’Afghanistan; l’Esercito Nazionale si è scoperto incredibilmente debole senza l’aiuto straniero; in tutti questi anni il Paese non ha combattuto la produzione di droga confermandosi, anzi, il primo produttore al mondo di oppio. Cosa succederà ora è difficile prevederlo con certezza. Nelle ultime ore però rimbalzano le immagini di centinaia di afghani in fuga da Kabul con ogni mezzo: con auto (ingorghi spaventosi in strada), a piedi, in aereo (terribili le immagini di cittadini aggrappati alle gigantesche ruote dei velivoli americani in decollo). Per le strade, secondo le testimonianze di giornalisti ed attivisti sul posto, i poliziotti si stanno svestendo delle divise per paura di ritorsioni, i cittadini stanno rimuovendo i cartelloni pubblicitari raffiguranti donne e le persone sono in strada tentando di fuggire.

Un cittadino rimuove un cartellone pubblicitario che raffigura una donna – foto Lotfullah Najafizada

Il regime Talebano ha tra i suoi precetti quello di seguire usi, leggi e tradizioni del fondamentalismo islamico e, in passato, ha ospitato nuclei terroristi (vedi Al-Qaeda). Per 20 anni l’Occidente ha combattuto una guerra che ha garantito una parziale protezione dal terrorismo internazionale ed ha tentato di riservare al popolo afghano un governo democratico e stabile. Ci sarà da aspettarsi una recrudescenza drammatica del fenomeno migratorio afghano in Europa. Ci sarà da aspettarsi, ovviamente, una nuova ondata di becera campagna politica sulle spalle di profughi per i quali, solo alcuni anni fa, si chiedeva l’intervento militare per proteggerli dalla violazione dei diritti umani a cui erano sottoposti. 20 anni dopo, con migliaia di morti e denaro pubblico riversato nei progetti militari e politici, nulla è cambiato. Migliaia di bambini afghani non avranno un futuro, migliaia di donne non avranno libertà, i Talebani sono tornati anche più forti di prima. L’Afghanistan che volevano la NATO e l’ONU si è disgregata come sabbia al vento. Hanno fallito tutti. Abbiamo fallito tutti.

 

[foto copertina fonte: Ch3ThailandNews]

Nello Cassese

Nello Cassese

Classe 1994, laureato in Scienze della Comunicazione e in Laurea Magistrale "Corporate Communication and Media" all’Università degli Studi di Salerno. Appassionato di calcio e sport in generale, segue con interesse e impegno temi di attualità vari, in particolar modo quelli inerenti il sociale e il terzo settore. Giornalista pubblicista iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania dal novembre 2016. Dal gennaio 2018 è direttore di Zerottouno News. Ha collaborato con il quotidiano online IlPopolareNews e con l'emittente televisiva nolana Videonola. Ha collaborato come inviato sportivo per Il Giornale di Sicilia. Addetto stampa del Nola 1925, speaker radiofonico per Radio Antenna Campania.

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