Il numero settimanale della rubrica questa volta si confronta con il linguaggio inconfondibile di Ferdinando Scianna e con una delle immagini più dense del suo storico lavoro Feste religiose in Sicilia. Lo scatto cattura un momento di intensa partecipazione collettiva durante una processione estiva. Una folla di fedeli, ammassata lungo le strade di un paese arroventato, sostiene il peso della devozione e del caldo soffocante, tra sguardi tesi e gesti impastati di drammaticità.
Dal punto di vista compositivo, l’immagine è un saggio perfetto di chiaroscuro teatrale. Scianna sfrutta la luce implacabile del sole di metà agosto, che cala picco e scolpisce la scena senza concedere sfumature morbide. I neri sono profondi, quasi materici, mentre i bianchi degli abiti e delle pietre soffocano per la loro intensità. L’inquadratura, densa e ravvicinata, elimina lo sfondo per concentrare tutta la tensione visiva sui volti e sulle mani: sudore, rughe, occhi chiusi nella preghiera o sguardi persi nel vuoto. Non c’è alcuna concessione all’oleografia o al folklore consolatorio, la macchina fotografica estrae la carne, la fatica e la verità corporea del rituale.
La correlazione con la settimana di Ferragosto risiede proprio nella duplice natura di questa ricorrenza. Se da un lato il 15 agosto rappresenta il culmine della vacanza e della sospensione profana, dall’altro custodisce nelle radici mediterranee il picco delle celebrazioni dedicate all’Assunta.
Scianna ci ricorda che in queste giornate di calura estrema, in cui il tempo sembra fermarsi, il popolo non cerca il rifugio nell’ombra, ma si riversa in strada per celebrare un rito che è insieme sacro e antropologico. È il contrasto perfetto dell’estate del Sud, la “controra” accecante che svuota le città da una parte, e la piazza gremita che celebra la vita e la fede dall’altra.

Credits Photo Ferdinando Scianna
(pagina Instagram: @ferdinandosciannaofficial)
[“SCATTA” È UNA RUBRICA NATA PER VALORIZZARE L’ARTE FOTOGRAFICA E RACCONTARE IL SINGOLO SCATTO E LA PROFESSIONALITÀ CHE C’È DIETRO, NON VI È ALCUNO SCOPO COMMERCIALE ALLA BASE DI QUESTO LAVORO EDITORIALE]