La pizza di scarole, gli aperitivi, la spazzatura, i botti, la famiglia: la Vigilia a Nola è tradizione consolidata

di Nello Cassese

La pizza di scarole, gli abbracci con i parenti lontani, i drink in centro, i tappi di bottiglie che volano, le luci, la folla, la spazzatura, i botti da guerra, i senzatetto a bordo città, le foto sui social. E’ arrivata la Vigilia di Natale e, in maniera intensa e veloce, i nolani si apprestano a viverla. Non manca nulla. Il frastuono del centro, il silenzio della periferia, le luci della Piazza, il buio dei casolari diroccati centinaia di metri molto più lontano. Si lavora, si corre, si mangia, si ride, si beve. Il Natale arriva una volta l’anno e bisogna viverlo intensamente, con un’intensità così forte che quasi sembra accelerare il tempo. L’intensità di un abbraccio con un parente che torna per le Feste, l’emozionante ed eterna immaterialità social di una foto con un amico, la musica dei dj dei locali in centro, le luci, i saluti, le bottiglie, i drink: è la materialità che spazza via la spiritualità. Tutto in un sol fiato, tutto da vivere, non c’è tempo per pensare, per ragionare. Natale è qui, e passa subito. A pranzo un boccone al volo, la pizza di scarole non può mancare, poi via, il primo aperitivo aspetta. La luce cala, piazza Duomo comincia a riempirsi, le casse risuonano, la gente arriva a frotte. Le imprecazioni per la ressa, le risate spensierate per il primo momento di relax, tutto insieme, tutto da vivere. I bicchieri si incrociano, i tappi volano, il cervello si resetta. Il buio in cielo si fa fitto, l’odore della cena in famiglia ti entra nel cuore con un volo di sola andata. Le strade si liberano, la spazzatura prende possesso del territorio, gli ultimi botti cominciano ad esplodere come colpi di mortaio. La guerra degli aperitivi è finita, andate in pace. C’è chi torna a casa, chi a dormire sotto un portico o sotto un cartone. Poco male, la “festa” è altrove. Ogni anno, per tradizione o necessità, la storia è sempre la stessa. La tradizione resta, ritorna, si fa sentire. I problemi, quelli pure. Oggi però nelle nostre menti e nei nostri cuori per loro spazio non ce n’è, oggi si stacca. Natale è già qui, ora non puoi non rendertene conto. “Ce verimm miez Nola”.

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