La solennità del Corpus Domini è tra le feste più sentite della religiosità cristiana. Coincidente con il giovedì dopo la solennità della Santissima Trinità, per motivi pastorali, e per permettere ad un numero maggiori di fedeli di parteciparvi, viene trasferita alla domenica. Essa nasce come una vera e propria adorazione alla presenza viva e reale del Signore nell’Eucarestia.
Dal latino Corpus Domini, la Chiesa adora il Corpo e Sangue di Gesù nel pane consacrato. Ciò che i fedeli ricevono devotamente ogni volta che partecipano alla celebrazione eucaristica non è semplice pane ma il vero corpo e sangue di Gesù che, in quell’ultima cena (il giovedì precedente alla sua passione e morte) prima di congedarsi dai suoi discepoli, consegnò se stesso sotto forma di Pane e di Vino chiedendo di perpetuarne gesti e parole: “fate questo in memoria di me!”.
Ma perché Gesù sceglie il pane, o più genericamente un cibo per restare con noi fino alla fine dei tempi? Il pane, elemento essenziale, ci richiama alla necessità di nutrirci. Mangiare, infatti, oltre ad essere un piacere, è un elemento primario e fondamentale per ogni essere vivente. Senza, infatti, la vita si interromperebbe. L’atto del mangiare fa sì che l’uomo possa accogliere dentro di sé un elemento che si muta in vitalità. Come avviene per ogni cibo, ciò che ingeriamo si trasforma in carboidrati, vitamine, grassi. Tutti elementi fondamentali per permetterci ogni movimento e, soprattutto, la sopravvivenza. Analogamente, Gesù entra nella profondità della nostra vita divenendone l’energia e la vita stessa.
Ancora, il pane è fatto di chicchi macinati, impastati e cotti. Lo stesso signore ci ha dato l’esempio che la vita è tale ogni volta che ci lasciamo trasformare (macinare), che viviamo in comunione (impastare) e soprattutto invadere dalla forza dello Spirito (cucinare). Un buon chicco vale a poco se resta tale. Così per l’uomo, solo se entra in un progetto di amore e comunione, per quanto possa sembrare che perda la propria identità, diviene alimento d’amore per nutrire la fame di tristezza del mondo. Gesù, dunque, sceglie il pane per nascere e per donarsi. Da Betlemme (letteralmente Casa del pane) fino all’Eucarestia (pane consacrato), Dio è il cibo che non può mancare nella nostra vita.