“La venere di cioccolato”: l’opera che grida contro l’oggettivazione della donna

di Redazione Zerottouno News

Una ragazza coperta di cioccolato, posizionata su un tavolo di un buffet di dolci, presso un Hotel di lusso in Sardegna, ha provocato critiche ed irritazione. Ciò ha portato ad una riflessione del noto artista Francesco Guadagnuolo a realizzare La Venere di Cioccolato in una notte di mezza estate, un’opera transrealista-visionaria in un ben costruito disegno con tecnica mista d’inchiostri di china, acquerello e collage. Dopo Miracolo a Napoli, in relazione all’incendio che ha distrutto la Venere degli stracci, Guadagnuolo colpito nella sua sensibilità di uomo e di artista, si ferma a ragionare sulla “donna cioccolato” evidenziando il dilemma che vede ancora oggi l’oggettivazione della donna.

L’opera pittorica del Maestro rivela l’attualizzazione di quanto sorto nella notte di Ferragosto 2023, provocando sconcerto e disorientamento tra il pubblico. Con quest’opera l’artista vuole esprimere un malessere diseducativo ed un profondo disappunto, trovando nell’arte un’eco di bellezza dentro la visione dell’oggettificazione del corpo femminile ad una realtà immaginativa, dando origine ad un’opera pittorica di certo inquietante, in una notte che sembra più appartenere al mondo onirico che a quello reale. 

In primo piano è raffigurata la Venere sdraiata di schiena, quasi appoggiata su una non naturale conchiglia, con attorno cioccolato e dolciumi di ogni tipo. Dietro la figura femminile i fiori e le stelle alpine, una qualità che amano il sole, nello sfondo un paesaggio sublimale con al centro un lago etereo in un tramonto vorticoso che va dal giallo, al rosa, al rosso, evidenziando la fine della giornata per prepararsi alla festa notturna. Il paesaggio riconduce ad una natura con la quale si potrebbe vivere in libera armonia superando la dimensione terrena se l’uomo non intervenisse per rompere l’incanto.  Davanti ad una materialità ingiusta, l’arte ha anche la competenza di esortare le coscienze e le avversità della nostra vita. L’arte genera richiami consistenti, emozionali: come in questo caso “La Venere di Cioccolato in una notte di mezza estate testimonia come la bellezza sia senza tempo e non può trasformarsi in semplice materialità.

L’impiego del corpo femminile è stato, con ragione, disapprovato. Ci si domanda per quale scopo, ad oggi, si fa ancora richiesta al corpo, per sostenere che cosa? Lo sdegno prodotto da codesto episodio fa insorgere domande più estese sui rapporti uomo donna e sulla società. È una vicenda che fa sollecitare riflessioni sul fatto che quasi ogni giorno avvengano ricorrenti violenze, che a volte sfociano nella piaga dei femminicidi che incessantemente la cronaca dei mass-media informa. Ciò porta la necessità nell’urgenza di un esame, su come siamo in grado di evolverci nei riguardi di un domani in cui ogni singola donna o persona di ogni tipo sia e venga considerata con rispettabilità. Questo è il messaggio che si sente di sostenere con quest’opera comunicativa ed esplicita il Maestro Guadagnuolo in cui si possa portare le coscienze a considerare che la vita vada vissuta degnamente per se stessi e per ogni essere umano.

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