Urla, schiamazzi, auto parcheggiate ovunque e persino un’area giochi violata. I residenti hanno detto basta e hanno scritto alla Procura, alle forze dell’ordine e al sindaco D’Alterio. Ma la situazione va avanti da troppo tempo.
Immaginate di abitare affacciati su una piazza pedonale che dovrebbe essere il cuore del quartiere: bambini che giocano, famiglie che passeggiano, qualche anziano seduto su una panchina. A Giugliano in Campania, invece, ogni sera (e spesso anche di giorno), si trasforma in un posto dove è difficile stare: musica sparata a tutto volume, urla, un via vai continuo di auto e moto che non dovrebbero nemmeno esserci. Questa è la realtà che vivono i residenti dell’area pedonale di Giugliano in Campania. I cittadini parlano di una situazione che va avanti da troppo tempo e che ha superato ogni limite di tollerabilità.
Ragion per cui, hanno deciso di farlo sapere a chi di dovere: è stata inviata una lettera formale alla Procura della Repubblica, alle forze dell’ordine e al sindaco Diego D’Alterio.
Il problema più evidente è il traffico: un’area nata apposta per essere libera dai veicoli è invece spesso invasa da auto e moto parcheggiate ovunque, senza alcun rispetto per le regole e soprattutto senza rispetto per chi ci abita. Macchine posteggiate davanti ai portoni, davanti ai cancelli, bloccando l’accesso alle abitazioni e rendendo difficile anche semplicemente entrare e uscire di casa. Ma il disagio non finisce con il traffico, la zona è stata teatro di diversi incidenti, alcuni descritti dai residenti come particolarmente gravi ed in più i cittadini segnalano presenze sospette e possibili attività illecite nell’area. Va detto chiaramente: si tratta di segnalazioni, non di fatti accertati, spetta alle autorità verificare cosa stia succedendo davvero. Ma il fatto stesso che i residenti si sentano in dovere di segnalarlo dice molto su quanto sia diventata pesante la situazione.
C’è un episodio che più degli altri colpisce e che racconta bene fino a dove si è arrivati: l’area giochi del quartiere era stata interdetta (transennata, con cartelli ben visibili) per consentire i lavori di sostituzione dei tappetini morbidi sotto le giostrine che servono proprio a proteggere i bambini dalle cadute. Ebbene, qualcuno ha ignorato il divieto ed è entrato lo stesso. Tutto questo non è solo una violazione delle regole ma un segnale: se nemmeno uno spazio chiuso e transennato viene rispettato, vuol dire che il senso del limite si è perso del tutto.
Le forze dell’ordine sono intervenute nell’area più volte ma il problema è che gli effetti durano poco: arrivano, la situazione si calma, se ne vanno, e tutto ricomincia come prima. Un copione che si ripete e che, alla lunga, scoraggia anche chi vorrebbe continuare a credere nelle istituzioni.
Quello che chiedono i residenti non è uno straordinario: vogliono controlli costanti, non episodici, vogliono che qualcuno presidii la zona in modo continuativo, non solo quando la situazione esplode. È una richiesta di normalità, non di miracoli.
La lettera inviata alle istituzioni è un atto formale, ma è anche un gesto di chi è stanco di aspettare. Ora i residenti chiedono una risposta concreta che non si limiti a qualche intervento spot, ma che cambi davvero le cose sul territorio. Perché un’area pedonale non è solo una questione di parcheggi o di decibel, ma una questione di come si vive, di se una famiglia può portare i propri figli al parco senza preoccuparsi, di se un anziano può sedersi su una panchina senza sentirsi a disagio, di se un residente può rientrare a casa senza trovare un’auto che gli blocca il cancello. La palla, adesso, è nel campo delle istituzioni. I cittadini hanno fatto la loro parte. Aspettano una risposta.