Le pietre millenarie del Complesso Basilicale Paleocristiano di Cimitile non sono mai state così vive. Dal 16 al 25 maggio, la storia sacra di questo luogo unico al mondo ha incontrato l’energia e i colori della creatività contemporanea per la seconda edizione di “Sotto un cielo di primavera”. La rassegna culturale, nata sotto l’attenta cura di Celeste Napolitano – anima e motore dell’evento – e con la supervisione tecnica di Francesco Avvisati, ha rappresentato un vero e proprio inno alla rinascita. Un’edizione resa ancora più speciale dal tocco personale della curatrice, che ha voluto celebrare la bellezza della vita e del territorio anche attraverso la sua recente maternità, trasformando l’evento in un dono condiviso con l’intera comunità.
Il vero punto di forza dell’esposizione è stata la sua natura eclettica e poliedrica. Oltre quaranta artisti hanno invaso pacificamente le basiliche con un coro di linguaggi differenti, capaci di creare un cortocircuito emozionale con le strutture del sito archeologico. Nel percorso espositivo, gli scatti fotografici e le tele di talenti come Angela Castorio, Roberta Cozzolino, Benito Angelini e Giulia Avilia, si sono affiancati ai nomi storici del panorama locale, tra cui Ciro Cioffi e lo scultore Domenico Sepe, offrendo uno spaccato generazionale dinamico che ha alternato visioni intime a esplosioni di colore. A arricchire questa esperienza visiva sono intervenute le creazioni sartoriali di stilisti emergenti e delle scuole del territorio, in particolare dell’Istituto Superiore C.A. Dalla Chiesa di Afragola; abiti concepiti come sculture in movimento, che hanno sfilato dialogando direttamente con le geometrie paleocristiane.
In questo contesto, la straordinaria cornice di Cimitile non ha fatto da semplice sfondo ma è diventata parte integrante dell’esperienza artistica. Laddove i secoli hanno stratificato fede, arte e architettura, la luce della primavera e le opere contemporanee hanno generato un contrasto suggestivo: i dettagli delle fotografie e le sfumature dei dipinti hanno trovato una nuova, vibrante dimensione, illuminati dalla sacralità eterna del luogo.
L’evento, fortemente sostenuto dall’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Filomena Balletta, e dall’assessore alla Cultura Anna Mercogliano, e moderato con precisione dalla giornalista Filomena Carrella, ha dimostrato come il patrimonio archeologico possa e debba essere vissuto come un corpo vivo, capace di accogliere e ispirare il futuro. In conclusione, “Sotto un cielo di primavera” non è stata una semplice mostra collettiva, ma un’esperienza sensoriale totale in cui ogni opera è diventata un fiore sbocciato in un giardino di pietra millenario, confermando Cimitile come un polo culturale di assoluto riferimento.