A Lauro, come ogni anno, è tornata la musica emozionante del coro interparrocchiale del Vallo di Lauro nelle suggestive chiese della zona. All’interno delle navate dei vari edifici religiosi del territorio che collega l’Irpinia con il Nolano è tornata a risuonare la musica del coro interparrocchiale. “Un’idea nata nell’estate del 2016 con l’intento di raggruppare in un unico grande coro persone provenienti dai vari paesi del Vallo – racconta il Maestro Pierluigi Milosa, direttore del coro – paesi fisicamente molto vicini ma che, spesso, vivono come fossero distanti per via di divergenze tradizionali o semplice campanilismo. Il desiderio iniziale era quindi creare un’unione e una coesione che un po’ nel nostro territorio mancano, dare la spinta per mettere insieme realtà così vicine geograficamente, ma comunque lontane da un punto di vista culturale e sociale”.
Il coro coinvolge persone provenienti da Lauro, Quindici, Moschiano, Taurano, Pago, Casola, Marzano, oltre che le frazioni di Fontenovella, Beato e Bosagro. “Se all’inizio prevedeva l’aggregazione dei soli cori parrocchiali – aggiunge il Maestro Milosa – col tempo la partecipazione si è estesa anche a singole persone che hanno apprezzato il progetto ed hanno voluto diventarne parte. Il progetto non è solo musicale in quanto ha abbracciato iniziative solidali o di preghiera, oltre che di intrattenimento. All’inizio di quest’anno abbiamo avuto l’onore e il piacere di animare una celebrazione eucaristica nella Basilica di San Pietro in Vaticano, in occasione del Giubileo della nostra Diocesi, mentre in chiusura d’estate abbiamo presentato un concerto tematico sulla cura verso l’altro. Stiamo già lavorando al maxi-evento del prossimo anno, quando festeggeremo i 10 anni dalla nascita ma, nel frattempo, abbiamo il desiderio – e speriamo di riuscirci – di portare in giro la nostra musica, unita ad un messaggio di speranza per l’umanità“.

Attraverso la musica il territorio riesce non solo a diffondere note deliziose in ambienti bellissimi ma anche unire persone di generazioni normalmente molto lontane tra di loro. “Una delle cose belle del coro interparrocchiale è l’intergenerazionalità – continua Milosa – il gruppo raccoglie genitori, nonni ma anche tanti ragazzi e ragazze appena maggiorenni. Questa forse è la più grande ricchezza perché, come in ogni famiglia, tutti hanno qualcosa di diverso da dare agli altri ed in questo modo si cresce, insieme. Quando chiedo loro cosa rappresenta il coro interparrocchiale, le risposte sono sempre molto varie. C’è chi lo ritiene un’occasione per vivere nuove relazioni fatte di gioia e spensieratezza, chi non avrebbe scommesso sulla buona riuscita del progetto ma ora, a distanza di anni, continua a ricredersi con grande stupore e soddisfazione. Per molti è diventato una seconda famiglia, dove si è un po’ tutti fratelli, sorelle, mamme, padri, zie, nonne, nonni, e dove si può riscoprire un sostegno inaspettato, anche nelle difficoltà personali“.
“Il coro interparrocchiale non è un insieme di voci quanto, piuttosto un insieme di anime diverse ma unite da un solo cuore – conclude il Maestro – Io dico sempre che in un coro le voci non si sommano ma si moltiplicano ed è quello che sento ogni volta che i coristi intonano un canto, le loro voci entrano in risonanza con le mie emozioni e questo veicola una comunicazione speciale con chi ci ascolta. Negli anni devo dire che il gruppo è sì cresciuto nell’unione e nell’amicizia, ma anche nella qualità e nella capacità di interpretare brani e arrangiamenti sempre più complicati. Sono quindi molto fiero del percorso che in questi nove anni abbiamo fatto e sono sicuro che ci aspettano ancora molti anni belli davanti a noi“.