Dopo le Catacombe di San Gennaro, Nicia prosegue il suo personalissimo tour a Napoli nelle catacombe di San Gaudioso, meno conosciute ma non meno importanti. Nicia, da quando la sua dolce mamma sta facendo riposare le sue ossa stanche, ha un nuovo complice: l’amico Frank, con cui condivide la passione per la conoscenza e la storia della città di Napoli.
Nicia e Frank si immergono quindi nel cuore di Napoli per esplorare gli antichi luoghi di sepoltura dei primi cristiani e le misteriose tombe della nobiltà napoletana del XVII secolo. Le catacombe sono posizionate sotto la Basilica di Santa Maria della Sanità nel rione Sanità, ma un tempo l’intera vallata era una necropoli ed un cimitero. E’ qui che si trova il secondo più importante cimitero paleocristiano della città.
A questo giro ci sono pochi turisti e la guida è in pratica tutta per noi. Il mio amico Frank è affascinato dal culto delle sepolture antiche da sempre, io ascolto come una bambina le meraviglie che la guida ci racconta. Scopriamo, quindi, che qui tra il 451 e il 453 d.C. fu sepolto San Gaudioso, ovvero Settimio Celio Gaudioso, noto come Gaudioso di Napoli o Gaudioso Africano. Era vescovo di Abitina, in Tunisia, e arrivò a Napoli per un evento fortuito dopo l’invasione dei Vandali. Rifiutò di convertirsi all’arianesimo, così re Genserico lo imbarcò su una nave senza vele e remi, insieme ad altri cristiani esiliati, tra cui Quodvultdeus, vescovo di Cartagine (sepolto invece nelle Catacombe di San Gennaro). Una volta morto, Gaudioso fu sepolto nel cimitero fuori alle mura della città di Napoli e il suo luogo di sepoltura presto iniziò a suscitare devozione.
Da quel momento in poi il cimitero sotterraneo paleocristiano si espanse e gradualmente divenne quello che oggi chiamiamo “Catacombe di San Gaudioso”. È difficile determinare con certezza l’estensione ed il numero delle camere a causa anche delle trasformazioni subite nei secoli dalle Catacombe.
Dopo il secolo XVI, affidati ai Domenicani, le Catacombe divennero luogo di sepoltura degli aristocratici e del clero. Le tombe del clero e dei nobili furono create seguendo una procedura speciale. I teschi venivano messi in mostra nelle pareti dell’ambulacro, mentre il resto de corpo era affrescato di solito con abiti e gli strumenti professionali che rappresentavano lo status sociale del defunto.
La sepoltura dei nobili e del Clero implicava la pratica del drenaggio che consisteva nel collocare i cadaveri in nicchie in modo che perdessero i loro fluidi una volta punti. Questo processo avveniva in quelle piccole cavità chiamate seditoi, drenaggi, o in cantarelle napoletane, dal greco canthàrus, a causa del particolare contenitore posto sotto il defunto che aveva la funzione di raccogliere i fluidi dei cadaveri. Una volta completato il processo, le ossa venivano lavate e infine deposte.
Camminando, osserviamo numerosi affreschi e mosaici del V e VI secolo che presentano molti simboli ampiamente utilizzati nell’era paleocristiana come il pesce, l’agnello e l’uva con rami. Gli affreschi presenti furono dipinti da Giovanni Balducci che, come onorario, si pensa, chiese di essere sepolto tra gli aristocratici nelle Catacombe.
Vorremmo non finisse l’ora di visita e ascoltare ancora tante storie perché ci si rende conto di essere ancora una volta in un posto unico al mondo particolare e intrigante e da non perdere assolutamente. Da vedere, prima di lasciare il luogo, anche l’affresco della Madonna della Sanità del VI secolo posta nella chiesa sopra le Catacombe che è la più antica raffigurazione della Vergine Maria in Campania e su cui i Domenicani, in seguito, hanno costruito la Basilica.
La Sanità è un luogo molto suggestivo dove convivono colori, contrasti, arte, musica, storia, dove la vita e la morte coesistono nei secoli e dove c’è il coraggio di cambiare la realtà. Un luogo che merita di essere rivisto per rivivere nuove storie e condividere tutta la bellezza storico-culturale del quartiere. La morte qui non è monito, ma un compagno prezioso per legare l’uomo alla sua umanità. A ciò che lo rende grande: vivere il proprio destino costruendo bellezza.





