Accade in ItaliaÈ morto Livio Caputo, giornalista ed ex deputato

Redazione Zerottouno News Redazione Zerottouno News16 Giugno 20213 min

Sono anche il vostro direttore, sono orgoglioso“. Furono le parole di Livio Caputo nel corso di un telefonata alla redazione del sito de Il Giornale dove, fino al 2017. Livio Caputo, che del Giornale era redattore e per un periodo anche direttore ad interim, è morto proprio nel giorno in cui è ufficiale l’insediamento di Augusto Minzolini come nuovo direttore del quotidiano di via Negri. “Giornalista di razza, grande amico di Indro Montanelli e raffinato conoscitore della politica estera”, afferma Il Giornale. Era nato nel ’33 a Vienna da padre piemontese e madre triestina, si era laureato in Giurisprudenza con una tesi di Diritto internazionale presso l’Università di Torino e ha cominciato la sua carriera giornalistica da giovanissimo.

È stato corrispondente da Bonn per il Corriere dell’Informazione e il settimanale Gente, da Londra per il Resto del Carlino, La Nazione ed Epoca, mentre a New York ha lavorato come capo dell’ufficio dei periodici Mondadori. Rientrato in Italia nel 1970, è stato capo dei servizi speciali e, in seguito, direttore di Epoca dal 1970-76. Diventa inviato ed editorialista del Giornale e di Telemontecarlo e poi, dal 1979 dirige per sei anni il quotidiano la Notte. Dal 1986 al 1992 è capo dei servizi esteri del Corriere della Sera e, in questo periodo, vince il premio Hemingway per la gestione dei servizi sulla guerra del Golfo. Dal maggio 1992 Caputo ritorna al Giornale come vicedirettore. Due anni più tardi si candida al Senato tra le file di Forza Italia e viene eletto nel collegio di Bergamo, diventando prima vice capogruppo vicario e poi sottosegretario agli Affari Esteri. Alle Politiche del 1996 non viene rieletto, ma resta consigliere del Comune di Milano fino al 2006. Livio Caputo, nella sua lunga carriera ha scritto 3 libri ed ha intervistato molti leader mondiali, tra cui il presidente americano Lyndon Johnson, il cancelliere tedesco Willy Brandt, il presidente francese Georges Pompidou, il premier israeliano Yitzhak Rabin. 

Avrebbe compiuto 88 anni ad agosto. Così lo ricorda il collega Franco Ordine, tesoriere dell’Ordine lombardo, che ha lavorato al fianco di Caputo per vent’anni:

Livio Caputo è stato uno dei cavalli di razza del giornalismo italiano. Esponente di punta della famosa generazione guidata dalla cifra irraggiungibile di Indro Montanelli ne è stato, per molti anni, prima inviato di punta degli avvenimenti di politica estera e poi fidatissimo sodale alla direzione del quotidiano di via Negri. Nato a Vienna, cresciuto a Torino, Caputo ha vissuto in prima linea tutte le migliori esperienze della nostra professione: da capo della redazione esteri del Corriere della Sera dove vinse il premio Hemingway per i servizi sulla guerra del Golfo fino alle corrispondenze da Bonn a New York per quotidiani e settimanali prima di guidare Epoca e successivamente il quotidiano del pomeriggio La Notte. Ricongiungersi con Montanelli da vice Direttore a il Giornale nuovo divenne un passaggio inevitabile della sua splendida carriera perché significava recuperare oltre che il vincolo dell’amicizia personale con Indro anche la platea di pubblico in sintonia con il suo credo di liberale d’antan.

Non si è fatto mancare nemmeno l’incursione in politica, datata 1994 con l’avvento del primo governo guidato da Silvio Berlusconi del quale divenne sottosegretario agli esteri. Tornato alla casa madre de il Giornale ne ha incarnato lo spirito più autentico anche dopo l’addio di Montanelli reggendo la direzione in due passaggi tormentati, l’ultimo di questi giorni per il trasferimento di Alessandro Sallusti a Libero. Da quello che continuava a chiamare “il mio letto di dolore”, in queste settimane ha spesso dettato gli appunti per il suo editoriale ai colleghi raccomandando di sorvegliare sempre le obiezioni dei lettori che considerava, al pari di Montanelli, i padroni del giornale. Come consapevole di aver compiuto l’ultima prestigiosa missione al servizio della redazione, Livio Caputo si è arreso all’età di 87 anni nelle ore in cui è stato annunciato l’arrivo del nuovo direttore.

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