Può sembrare una serie tv sui narcotrafficanti e invece non lo è. E’ la drammatica realtà dei fatti che il Messico ha vissuto in questi giorni dopo la morte del narcoboss Nemesio Oseguera, detto “El Mencho”, uno dei criminali più ricercati al mondo. Il 59enne è stato ucciso dopo un’operazione condotta dall’esercito. Poco dopo, però, i suoi seguaci (Oseguera guidava il CJNG, un cartello che esporta droga in tutto il mondo, ndr) hanno cominciato a mettere a ferro e fuoco molte zone dello Stato di Jalisco e non solo. Sono state bloccate strade, incendiati mezzi pubblici, automobili, negozi e distributori di benzina, e ci sono stati scontri tra polizia e gruppi armati. A seguito delle violenze sono state chiuse scuole, interrotti i trasporti pubblici e cancellati molti voli aerei. Il Cartello Jalisco Nueva Generación (CJNG) è uno dei più grandi e potenti dell’intero Messico ed è noto per l’uso estremo della violenza. Secondo l’ultimo bollettino ufficiale delle forze governative, negli scontri sono stati uccisi diversi criminali e almeno 27 uomini delle forze di sicurezza che hanno però arrestato almeno 70 persone. Le violenze sarebbero state così importanti da aver coinvolto oltre 250 strade bloccate in una ventina di stati sui 31 totali. La situazione dovrebbe essere tornata alla normalità.
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